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Ibm, sempre più business on demand

Gioanina: “Spingiamo sul cloud come modello di fruizione del business”

16 Giu 2010

Instabilità del mercato? Non è più una notizia, per
Alberto Gioanina, vicepresident di Ibm WebSphere
Italy: “Tagliare i costi in azienda è un obiettivo ovvio. Ma la
vera sfida è, con i risparmi ottenuti, recuperare la produttività
e investire in innovazione e competitività, perché le aziende si
trovano ad agire su scenari globalizzati in continua
evoluzione”.

La risposta che Ibm dà a clienti e business partner (come
indicherà al summit Impact, a Roma il 15 giugno) è un portafoglio
di prodotti software per ottimizzare i processi di business che
evolve insieme al mercato. O forse già con un occhio al futuro,
che sarà sulla “nuvola”: “Stiamo spingendo sul cloud
computing come modello di fruizione del software perché le sue
soluzioni vengono diffuse facilmente su larga scala e sono
interoperabili. Consentono l’integrazione dei sistemi e
l’interazione con tutti gli elementi del modello di business
aziendale, sia esterni (clienti, fornitori, partner) che interni
(supply chain, logistica, ecc.)”, spiega Gioanina.

Va in questa direzione l’acquisizione, a maggio, della
californiana Cast Iron Systems, che fornisce software, applicazioni
e servizi per l’integrazione del cloud in diversi settori
(finanza, media and entertainment, commercio al dettaglio).
“Un’operazione che complementa l’offerta WebSphere dal punto
di vista applicativo con una soluzione del tipo software as a
service”, commenta Gioanina. Parte della strategia del colosso di
Armonk è proprio l’ampliamento del portafoglio dedicato al
business on demand tramite l’acquisizione di società che si
distinguono per prodotti innovativi. A inizio 2009 Websphere ha
incorporato la parigina iLog (tecnologie per analisi,
pianificazione, tracciabilità e miglioramento dei processi di
business), mentre a fine 2009 è stata la volta della texana
Lombardi, fornitrice di software e servizi di Business process
management. “Un’importante aggiunta al portafoglio – dice
Gioanina – perché ci avvicina ancor più ai veri business users:
non solo i tradizionali interlocutori del mondo IT, ma anche i
responsabili delle diverse linee di attività di un’azienda:
commerciale, logistica, marketing”.

Ancora, lo scorso dicembre, Ibm ha annunciato l’acquisizione di
Guardium (monitoraggio e protezione dei database aziendali), mentre
a gennaio ha fatto spese a Chicago comprando la Initiate Systems
(software che protegge l’integrità dei dati condivisi tra enti
sanitari e PA).

Una proposta di tecnologie in espansione (nel primo trimestre 2010
ha esteso del 20% il portafoglio di software per l’integrazione e
il business process) e che mira a rendere il lavoro più
intelligente. Come? “Aumentando la produttività e riducendo i
costi: servizi cloud, prodotti di Business process management o di
collaborazione 2.0 sono i pilastri dell’approccio Ibm Smart
Work”, spiega Gioanina. “Le aziende operano su mercati
geograficamente distribuiti, con forza lavoro sempre più mobile e
logiche di produttività individuale”. E Big Blue dà
l’esempio, con un posto di lavoro “virtualizzato” ogni 4-5
persone.