Il cloud computing? Uno sconosciuto per gli europei

Bsa: il 60% non è a conoscenza della “nuvola” e non sa a chi spetta la protezione dei dati personali digitali conservati online

Pubblicato il 14 Apr 2010

Il cloud computing? Uno sconosciuto per gli europei
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I cittadini europei sono molto confusi su dove vengano archiviati i
dati digitali personali e non sono a conoscenza di chi sia il
resppnsabile della loro conservazione. È la fotografia scattata in
uno studio promosso da Business Software Alliance (Bsa) secondo cui
il 20% degli oltre 4mila cittadini europei censiti non è a
conoscenza se i propri dati personali si trovino 'nel
cloud', con un 60% che risponde di non sapere nemmeno che cosa
ciò significhi.
Gli intervistati, inoltre, non sanno chi dovrebbe assumersi la
responsabilità di proteggere i loro dati online, “il che indica
la necessità di un migliore coordinamento tra governo, imprese e
utenti, nonché una migliore informazione su rischi informatici e
relative best practice”, ammonisce lo studio presentato al Cyber
Security Awareness Day di Bsa in corso a Bruxelles.

In tutti i Paesi presi in esame – Germania, Francia, Polonia,
Spagna e Regno Unito – i cittadini hanno espresso una preferenza
per la gestione internazionale della sicurezza informatica rispetto
ad un approccio nazionale. Spagna (77%) e Polonia (74%) sono
risultate le nazioni più favorevoli a un approccio internazionale,
il Regno Unito il meno entusiasta (46%), nonostante i recenti
inviti della Camera dei Lord ad un maggior coinvolgimento da parte
dell'Ue e una maggiore cooperazione con la Nato sulla cyber
sicurezza.

"La maggior parte degli europei sono alla ricerca di una
leadership globale e di forme di collaborazione per proteggere i
dati personali da hacker e criminali informatici – spiega Francisco
Mingorance, senior director delle relazioni politiche di Bsa.

A fargli da eco John Turner, vice presidente Emea di Symantec.
"I rischi e le minacce online sono in continua evoluzione e
crescono in volume, sofisticazione, dimensione e scala –
puntualizza -. Organizzazioni criminali online sviluppano una
fiorente economia sotterranea in cui i dati sui cittadini europei
si rivelano una merce preziosa e venduti con lauti profitti prezzo
a gang di veri e propri delinquenti informatici".

Secondo Matt Thomlinson, direttore generale della sicurezza dei
prodotti per Microsoft, “l'attivazione di una società
connessa più sicura e più affidabile è una sfida comune per
governi, industrie e consumatori. Approcci innovativi per ridurre i
rischi e aumentare le capacità di recupero dei sistemi richiedono
valide partnership fra pubblico e privato".

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