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Il j’accuse di Assange: Facebook, Google e Yahoo! ci spiano

Il fondatore di WikiLeaks, citando come fonte un documento di Cryptome.org, conferma che i dati personali che gravitano sui maggiori siti internet vengono utilizzati da servizi segreti e inserzionisti

03 Mag 2011

Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, si scaglia contro
Facebook, Google, Yahoo!. Durante un’intervista rilasciatata a
Russia Today, l’autore della fuga di informazioni più grande
della storia americana, ha affermato che le tre compagnie sarebbero
delle vere e proprie “spy machine”.

Assange ha spiegato che tramite Facebook milioni di internauti
stanno creando, più o meno consapevolmente, un enorme e
dettagliatissimo database utilizzato continuamente, in accordo con
Zuckerberg, dai servizi segreti americani. Nel mirino dell’uomo
che ha svelato i retroscena della guerra in Afghanistan e Iraq,
sono finiti anche Yahoo! e Google che, ha spiegato, hanno delle
interfacce create in modo da favorire l’accesso e l’utilizzo
dei dati da parte dei servizi americani e la vendita degli stessi
dati per fini pubblicitari.

L’hacker più famoso del mondo, come è sua abitudine,
“allega” alle proprie dichiarazioni i documenti che possano
provare la veridicità delle sue parole, e, questa volta, ha citato
i file, usciti sul sito Cryptome.org, che confermano la vendita di
dati da parte di Yahoo!. Assange, questa volta non ha svelato
verità nuove, ma si è limitato a dare nuovo vigore alle polemiche
sulla privacy e l’uso dei dati personali che, in questi ultimi
mesi, stanno colpendo soprattutto Apple e Google.

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