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Istat: flessione del 6,9% per la produzione elettronica

Soffre il comparto che registra le più alte performance al ribasso al confronto con gli altri segmenti del manifatturiero. Guidi (presidente Confindustria Anie): “Mercato interno poco reattivo”

13 Giu 2011

Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, l'industria italiana
delle tecnologie – Elettrotecnica ed Elettronica – rappresentata da
Confindustria Anie ha mantenuto nel mese di aprile 2011 i segnali
di discontinuità nella dinamica del profilo produttivo emersi da
fine 2010.

Le due macroaree hanno evidenziato andamenti differenziati, pur in
un quadro comune di debolezza. Ad aprile 2011, nel confronto con lo
stesso mese del 2010, l’Elettronica ha mostrato una flessione
della produzione industriale del 6,9%, la più accentuata fra i
comparti del manifatturiero. L’Elettrotecnica ha sperimentato una
crescita dell’1,7% (+4,2% la corrispondente variazione nella
media del manifatturiero nazionale).

Nel confronto congiunturale – ovvero con marzo 2011 –
l’Elettronica ha evidenziato una flessione dei livelli di
attività dello 0,4%; l’Elettrotecnica un incremento dello
0,8%.

Nella media del primo quadrimestre del 2011, nel confronto con lo
stesso periodo dell’anno precedente, i settori Anie mantengono un
andamento cumulato negativo, più contenuto per l’Elettrotecnica
(-0,8%), più ampio per l’Elettronica (-9,6%).

"Nel mese di aprile resta debole la produzione industriale per
l’industria elettrotecnica ed elettronica rappresentata da
Confindustria Anie – ha commentato il presidente di Confindustria
Anie Guidalberto Guidi – Quest’ultimo dato conferma le tendenze
in atto negli ultimi mesi, con un percorso del profilo produttivo
meno dinamico e non lineare. Guardando alle due macroaree si
registrano andamenti differenziati, con un arretramento più
evidente per l’Elettronica, che risente dell’avvenuta
ricomposizione dei magazzini nelle filiere
internazionali".

"Nella prima metà del 2011 si mantiene nei settori Anie la
dicotomia fra canale domestico ed estero che è emersa già nel
periodo pre-crisi e che ha contrassegnato la ripresa – ha
proseguito Guidi – Il mercato interno continua a mostrarsi poco
reattivo, appesantito da vincoli alla crescita, bassi consumi e
bassi investimenti. I cardini dello sviluppo al di fuori dei
confini nazionali sono molteplici e fanno capo non più solo a
un’area geografica circoscritta ma a più locomotive della
crescita sparse nei diversi continenti. Questo nuovo modello di
sviluppo globale impone alle imprese sfide sempre più onerose per
adeguarsi alla rapida trasformazione della domanda e cogliere nuove
opportunità in mercati molto diversi gli uni dagli altri. Gli
operatori sono chiamati senza tregua a innovare, a migliorare
l’efficienza, a cercare nuovi sbocchi, mentre le pressioni
competitive internazionali si allontanano dal solo fattore di
prezzo per guardare al valore aggiunto del prodotto".

"In questo scenario di incertezza – ha concluso Guidi –
resto fiducioso nella capacità di quel nucleo di imprese Anie più
virtuose, ormai globalizzate e competitive, di crescere sui nuovi
mercati e di trasformare i rischi in opportunità".

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