Italtel, il 2011 si apre all’insegna del rilancio

Accordo fatto tra i sindacati e l’azienda: tutelati 1.850 posti di lavoro. Il ministro Romani: “Un tassello importante per la tutela del sistema produttivo italiano”

Pubblicato il 10 Gen 2011

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Si è conclusa con un accordo la vertenza Italtel. Lo scorso 5
gennaio, presso il ministero dello Sviluppo economico, è stata
firmata l’intesa tra la società e tutte le sigle sindacali che
tutela i livelli occupazionali dei 1850 lavoratori dislocati nelle
sedi di Milano, Palermo e Roma.
L’accordo prevede un piano d’investimenti da parte della
proprietà e del sistema creditizio per consentire la crescita del
business di Italtel sui fronti dei mercati internazionali, nella
ricerca industriale e nella realizzazione di alleanze strategiche
con altre realtà imprenditoriali.

In vista del rientro a regime dei livelli produttivi, per i
prossimi due anni, è previsto l’impiego della cassa integrazione
straordinaria per un massimo di 170 lavoratori e l’utilizzo del
contratto di solidarietà, che coinvolge 700-800 dipendenti, con
una riduzione orario settimanale minima.

Anche le organizzazioni sindacali hanno ritenuto di dover
contribuire ai costi del piano di riorganizzazione dell’azienda
con contributi di solidarietà a beneficio economico più elevato
di quello stabilito per legge.
“La chiusura positiva della vertenza Italtel – spiega il
ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani – è un altro
tassello importante sul fronte della tutela del sistema produttivo
e industriale del nostro Paese. Grazie all’impegno della
proprietà e al concorso di tutte le forze sindacali è stato
possibile salvaguardare il posto di 1850 lavoratori, puntando ad un
rilancio strategico dell’azienda. Dopo gli accordi delle scorse
settimane di Indesit e di Bat ed i fondamentali passi in avanti
compiuti per i casi Vinyls e Termini Imerese, continuiamo dunque
nella nostra azione di messa in sicurezza e valorizzazione delle
più importanti realtà imprenditoriali italiane.”

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