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Italtel spinge sull’e-health: tecnologie e servizi le leve strategiche

L’azienda capitanata da Pileri punta, insieme con i suoi partner, a giocare un ruolo da protagonista nel mercato della sanità elettronica. Mastretti (responsabile del progetto Next Generation e-health): “Già in corso pilot con strutture ospedaliere e assistenziali”

02 Nov 2010

L’avvento dell’e-health è una rivoluzione di grande portata
che oltre a stravolgere il settore biomedicale è destinata ad
aprire grosse opportunità allo stesso settore ICT e Italtel con i
suoi partner intende svolgere un ruolo di primo piano in questo
“nuovo” mercato. Il piano fa leva su un’offerta dedicata di
soluzioni e sullo sviluppo di iniziative e progetti da portare
avanti insieme con le strutture sanitarie. Dallo scorso mese di
luglio l’azienda è, ad esempio, impegnata in un progetto –
finanziato dalla Regione Lombardia – che prevede la realizzazione
di una rete di sensori basata su tecnologia UWB (Ultra Wide Band)
per l’identificazione e la localizzazione “real time” ed
estremamente precisa di pazienti, staff medico ed apparecchiature
elettromedicali, nell’ottica della gestione sicura dei processi
di cura.

“Sono veramente molteplici le opportunita’ di nuovi prodotti e
servizi per il miglioramento dei servizi sanitari ospedalieri e
territoriali– puntualizza Mirella Mastretti, responsabile per
Italtel dei progetti innovativi sulla Sanità elettronica (Next
Generation e-health). Si va dal teleconsulto e la “virtual second
opinion”, attraverso sistemi di collaborazione evoluti ed
affidabili, al bed-side terminal che coniuga le esigenze di
intrattenimento e di comunicazione per una migliore e più veloce
guarigione del paziente, fino a soluzioni estremamente innovative
(con un livello di precisione di un ordine di grandezza superiore a
quello dei competitor) per l’asset tracking, la localizzazione e
la logistica delle sacche ematiche”.

Ma per garantire efficienza ed efficacia delle iniziative
bisognerà seguire un percorso tattico-strategico partendo dalla
definizione delle possibili azioni sinergiche fra sanità e ICT.
“Ogni decisione ed azione concreta implica investimenti e un
cambio di mentalità. Come sempre, si devono identificare oltre
alle opportunità tattiche, ossia di breve-medio periodo, percorsi
strategici in un’ottica di medio-lungo periodo”, sottolinea
Mastretti.

La competenza consolidata nell’ambito delle reti e la costante
attenzione all’innovazione offre l’opportunità ad Italtel di
affermarsi oltre che come system integrator anche come eccellenza
per alcune nicchie di mercato. Telehealth in mobilità, clinical
risk management, bed side terminal e health@governance le quattro
principali aree di azione. Nell’ambito delle soluzioni di
telehealth Italtel scommette sulle soluzioni di assistenza medica
da remoto e in mobilità (sia per paziente che per il medico),
telecontrollo dei parametri vitali di pazienti in condizioni
critiche e teleconsulti per migliorare la capillarità del servizio
sanitario e la sua efficienza in termini di tempi di risposta e di
carico sulle strutture pubbliche (e private). Sul fronte del
clinical risk management si punta sulla prevenzione dell’errore
in medicina e sul miglioramento dei processi sanitari (procedure
sicure, gestione emergenze, allarmi, efficienza del personale
medico, uso efficiente e sicuro della strumentazione) e del
servizio ai pazienti.

La scommessa passa anche attraverso la fornitura di soluzioni
integrate “bordo-letto” di comunicazione e intrattenimento per
migliorare sia il processo di gestione del paziente sia i servizi,
in modo da migliorare la qualità del servizio ospedaliero e di
permanenza del paziente. Infine l’azienda intende contribuire
anche al processo di razionalizzazione e di automazione di processi
specifici per la health@governance ( dematerializzazione,
certificazione di prescrizione, integrazione della cartella clinica
e del fascicolo elettronico).

“Per ciascuna di queste aree – conclude Mirella Mastretti-
Italtel ha attivato o e’ in procinto di attivare, in tempi brevi,
pilot con strutture ospedaliere o assistenziali”.