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Jovane (Microsoft): “Meno burocrazia e largo ai giovani”

L’Ad della filiale italiana accende i riflettori sul valore delle risorse umane e lo sviluppo di settori strategici, a partire da scuola, sanità e giustizia. Strategico il ruolo delle donne: “Incentiviamo il telelavoro”

02 Nov 2010

Meno burocrazia e largo ai giovani e alle donne. È la ricetta che
l’amministratore delegato di Microsoft Italia dà in
un’intervista rilasciata a Il Giornale.
Secondo Jovane l’Italia “è spesso un Paese che spesso non
rischia. E invece potrebbe farlo, investendo sulle persone. E lo
dico anche per il settore pubblico” dove ci sono i numeri per
funzionare meglio. “Si tratta solo di motivare le
professionalità, ci vuole un cambiamento di rotta”. Ovvero
giovani motivati e preparati al comando accompagnati, però, “da
qualcuno con maggiore esperienza che lo guidi e corregga la
rotta”.

E, in questo senso, il buon esempio la dà lo strategia messa in
campo dalla filiale italiana di Redmond. “Anche in periodo di
crisi, abbiamo assunto giovani dall’università – precisa
l’Ad -. Li mandiamo due anni in giro per i nostri uffici nel
mondo a lavorare e a studiare. E poi diamo loro gli incarichi che
si sono guadagnati”.
Jovane fa il punto anche sull’impegno dell’azienda nel comparto
pubblico dove si è attivata in settori strategici come la scuola,
la sanità e la giustizia.  “Con il ministro Alfano abbiamo
avviato una collaborazione per digitalizzare i processi in
tribunale- ricorda – l’archiviazione elettronica fa perdere molto
meno tempo e permetterebbe di smaltire centinaia di migliaia di
udienze arretrate”.
E per gli ospedali e la scuola? Nel primo caso ci sono accordi in
corso con le Regioni e nel secondo “grazie al ministro Gelmini il
prossimo anno sarà possibile avere i libri di testo in forma
digitale”. Con risparmi di 500 euro stimati per ogni
famiglia.

Ma l’arretratezza dell’Italia secondo Jovane si conta
soprattutto nel ruolo delle donne. “Sappiamo tutti che una donna
diventerà madre, poi quando accade ci sorprendiamo – conclude –
La soluzione? Noi qui in Microsoft lavoriamo sui risultati, non
sulle ore di presenza in ufficio: tutti hanno telefono e pc
collegato in rete, il telelavoro non è una regola, ma una realtà
dei fatti”.