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L’Ad di Poste Massimo Sarmi: “Non bisogna temere l’innovazione”

La gestione della Pec con Telecom? “Nessun conflitto di interessi, ma l’adeguamento indispensabile ai nuovi sistemi di comunicazione nell’era di Internet”

07 Giu 2010

"Poste azienda Ict? Se con questo si intende una società che
fa leva su una importante infrastruttura di information technology
per garantire innovazione, efficienza e qualità del proprio
servizio, allora si può dire che Poste Italiane sia un’azienda
ad alta intensità Ict e dotata di una forte capacità di ampliare
la gamma dei servizi di comunicazione. Parlo, ad esempio, dei nuovi
servizi di corrispondenza online che permettono di inviare
direttamente da Internet lettere, telegrammi e raccomandate. E
aggiungo l’integrazione tra servizi di telefonia del nostro
operatore Poste Mobile, che accanto ai tradizionali servizi voce e
dati, consente anche di fare pagamenti, trasferimenti di denaro e
di acquistare, direttamente dal cellulare, il biglietto per il
servizio di trasporto pubblico a Roma o di pagare il parcheggio in
35 città italiane»: Massimo Sarmi,
amministratore delegato di Poste Italiane, vede sempre più
tecnologia Ict in un gruppo che oggi fa tante cose insieme:
logistica tradizionale e innovativa, banca, assicurazione,
telecomunicazioni.

“Offriamo un ventaglio estremamente ampio di servizi innovativi
ad alto valore aggiunto. Mi fa piacere rimarcare che abbiamo saputo
cogliere in anticipo gli orientamenti del mercato postale, con il
calo progressivo dei volumi di corrispondenza a favore della
comunicazione via Internet, proponendo ai cittadini numerosi
servizi di comunicazione digitali semplici, sicuri e a basso
costo”.

Non temete l’avvento della digitalizzazione? Il bit
distrugge la carta.

L’innovazione non è un fenomeno da temere, ma da promuovere e
assecondare mettendo a sistema i progressi tecnologici per
assicurare benefici ai cittadini, alle imprese e alla pubblica
amministrazione. Anche la digitalizzazione delle comunicazioni è
una grande opportunità per il miglioramento della qualità dei
servizi e di business sulla quale Poste Italiane ha puntato e
investito molto per fornire servizi e prodotti sempre più
efficaci, semplici e sicuri da integrare con i tradizionali servizi
postali cartacei.

Il vostro Polo tecnologico è divenuto uno dei centri di
eccellenza hi-tech in Italia.

Potremmo definire il nostro Polo tecnologico una “intelligenza
centralizzata”, la prima del suo genere in Europa, che da Roma
permette di tenere sotto costante monitoraggio l’efficienza, la
qualità e la sicurezza del sistema postale su tutto il territorio
nazionale e di intervenire in tempo reale per risolvere eventuali
problemi. Ogni anno oltre la metà delle risorse per investimenti
viene destinata al potenziamento delle nostre piattaforme
tecnologiche che provvedono all’efficienza della rete di uffici
postali, a quella del nostro sistema logistico e di recapito e alle
attività delle nostre sale di controllo. Grazie ai nostri
programmi di ricerca e sviluppo attuati negli ultimi anni è stata
possibile la costruzione di un sistema integrato di reti che fa di
Poste Italiane una grande infrastruttura al servizio dei cittadini,
delle imprese e della Pubblica amministrazione.

Gestite la Pec con Telecom Italia. Ma non c’è un “conflitto di
interessi” col vostro più remunerativo business della
raccomandata cartacea?

Per dirla con il Ministro Brunetta, la Pec è uno strumento
rivoluzionario che permette a cittadini e imprese di comunicare via
email con le varie amministrazioni e gli enti in tempo reale e a
costi molto contenuti, garantendo per di più valore legale alla
corrispondenza elettronica. Non vedo in questo alcun “conflitto
di interessi” tra due nostri servizi. Anzi, è un progetto che ci
gratifica molto. Parlerei, piuttosto, di un indispensabile
adeguamento ai sistemi di comunicazione nel secolo di Internet, che
ha modificato radicalmente le abitudini delle persone, e alle
novità normative stabilite dal legislatore per rendere più
semplice, veloce e sicura la corrispondenza tra Pa e cittadini. Di
fatto, con questo progetto abbiamo ancora una volta cercato di
semplificare la vita dei cittadini, offrendo loro una tecnologia
“amica” e interpretando in modo nuovo la nostra missione
originaria, che è quella di far comunicare le persone tra di loro
proponendo se possibile soluzioni innovative in grado di migliorare
anche la velocità e la sicurezza delle comunicazioni stesse.

Si parlava di utilizzare i 14mila uffici postali, in
particolare quelli nelle aree periferiche, come “terminali
intelligenti” a disposizione dei cittadini per i nuovi servizi, a
partire dalla PA. A che punto siamo?

Oggi i nostri 14mila uffici postali sono già “terminali” della
pubblica amministrazione perché forniscono servizi anagrafici,
catastali, sanitari ai cittadini di ogni regione italiana che così
possono completare le loro pratiche burocratiche senza girare da un
ufficio all’altro. Il ruolo di Poste Italiane come partner
strategico della PA è stato ulteriormente consolidato dal progetto
Pec, in cui sia l’infrastruttura tecnologica sia la rete degli
uffici postali sta gestendo le procedure di registrazione e
assegnazione ai cittadini della casella di posta elettronica
certificata. Dal 15 aprile scorso, la nostra infrastruttura Ict sta
inoltre coadiuvando il Ministero per lo Sviluppo economico nella
prenotazione degli acquisti nell’ambito della campagna incentivi
lanciata dal Governo.

Cosa faranno i postini del futuro?
Il lavoro del portalettere sarà sempre più un’attività a
valore aggiunto e tagliata su misura delle esigenze dei cittadini e
delle imprese, grazie all’integrazione stretta tra attività
tradizionale e funzioni nuove, possibili grazie alla dotazione
tecnologica e alla costante valorizzazione professionale attraverso
la formazione continua. Tanto per dare una dimensione della
prospettiva, basti ricordare che sono ormai oltre 12mila i
“postini telematici”, i portalettere dotati di palmare e
stampante che portano a domicilio i servizi postali e finanziari,
in servizio in tutt’Italia, un numero destinato a crescere in
maniera costante sin da quest’anno.

Siete molto impegnati anche sui temi della sicurezza
informatica.

La Cyber Security è un tema di importanza prioritaria per le
agende dei Governi di tutto il mondo vista l’esigenza strategica
di proteggere i dati sensibili che corrono sulla rete, si tratti di
informazioni di interesse nazionale, di natura industriale e
commerciale o di comunicazioni attinenti alla privacy delle
persone. Insieme con lo Us Secret Service e il Ministero
dell’Interno, Dipartimento di Polizia postale, lo scorso anno
abbiamo promosso la costituzione dell’European electronic crime
task force (Eectf), il primo specifico centro europeo di analisi e
ricerca sui fenomeni di criminalità informatica (e-crime).
Inoltre, sono allo studio altre iniziative e collaborazioni con
istituzioni e centri di ricerca di prestigio mondiale. Il 2009 è
stato anche l’anno dell’accordo con il quale l’Upu,
l’Unione Postale Universale, ha affidato a Poste Italiane per la
sua competenza nel settore della Cyber Security il compito di
garantire la sicurezza delle comunicazioni digitali su ”.POST”,
il nuovo dominio internet di primo livello riservato al settore
postale.

Soddisfatti del vostro investimento nella telefonia
mobile?

Sì, assolutamente. Nel 2009 l’Azienda ha consolidato la presenza
sul mercato dell’operatore Poste Mobile che è passato da 671mila
sim vendute a tutto il 2008 a 1,3 milioni a fine 2009, grazie anche
all’ingresso nel segmento business.