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L’alternativa hacker al web Usa

Il numero due di Wikileaks sostiene la necessità di equiparare le tecnologie di sorveglianza sulla Rete alle mine antiuomo

25 Nov 2013

Piero Laporta

Jacob Appelbaum, numero due di Wikileaks, sostiene la necessità di equiparare le tecnologie della sorveglianza sul Web alle mine antiuomo. L’idea nacque nel 2011 al Chaos Communication Congress (Ccc), l’evento che riunisce il popolo haker dagli anni ’90, crescendo in qualità e quantità dei partecipanti.

L’edizione del 2012, tenutasi a Berlino, lanciò l’idea d’un satellite anti censura connesso a una rete terrestre di stazioni di controllo condivise, interconnesse e a basso costo, costruite dai volontari del Ccc, per ottenere il tracking dei satelliti anti censura mediante una rete globale, “una specie di Gps alla rovescia”.

Per ora appare difficile che l’alternativa al Gps si realizzi come un Ubuntu, sia perché occorrono investimenti e progetti appena un po’ strutturati, sia perché il Web ufficiale è poggiato sulle legislazioni nazionali e internazionali, in una parola sulle “alleanze”, dalle quali discende una forte ipoteca contro chiunque crei un sistema alternativo senza essere in grado di difenderlo fisicamente e di modificare le leggi.

Un conto è essere fuori legge da haker altro è una rete satellitare fuori legge. V’è una forte probabilità, dalla prossima edizione del Ccc, 23-27 dicembre ad Amburgo, di riaprire il discorso.
È significativo di per sé che il Ccc sia peculiare alla Germania o almeno sembri tale, stante la tradizionale ospitalità. Piaccia o meno, il Ccc è un’alternativa al web americano e può attirare risorse da paesi emergenti, come Brasile e Venezuela, che dichiarano la volontà di affrancarsi dall’egemonia Usa. È solo questione di tempo e di risorse:resto la voglia di libertà la farà da padrona anche sul web.

www.pierolaporta.it

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