Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

La Cina ammette: “Abbiamo un esercito cibernetico”

I timori dell’occidente si sono rivelati fondati. Il ministero della Difesa di Pechino dichiara di avere a disposizione milizie ad hoc pronte a tutelare e rafforzare la sicurezza nazionale di Rete

26 Mag 2011

Il ministero della Difesa cinese ha ammesso di aver schierato nel
cyberspazio un intero squadrone allo scopo di migliorare le
capacità difensive dell'Esercito popolare di liberazione (Pla)
e prevenire gli attacchi esterni al suo network. Quello che fino ad
oggi rappresentava il maggior timore per gran parte dei governi
esteri sembra ormai diventato realtà.

Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero Geng Yansheng,
la decisione di disporre di milizie cibernetiche qualificate
sarebbe scaturita, da un lato, dall'esigenza delle forze armate
cinesi di una maggiore tutela, e, dall'altro, dal bisogno di
rafforzare il sistema di sicurezza online. Come si legge su
AgiChina24, solo qualche giorno fa il Pla Daily – quotidiano delle
forze armate cinese – aveva riportato la notizia che il comando
dell'Esercito di liberazione popolare di Canton ha investito 10
milioni di yuan (circa 1 milione di euro) nella costituzione di una
squadra internet specializzata. Nel corso della conferenza stampa,
Yansheng ha sottolineato che la sicurezza di internet è diventata
ormai una questione di interesse internazionale che desta grande
preoccupazione non solo nella società, ma anche negli ambienti
militari. "E la Cina – ha dichiarato Yansheng- il cui
sistema di protezione online è molto rilassato, è tra le vittime
degli attacchi cibernetici”.

"Le voci di una guerra informatica da parte cinese circolano
già da molto tempo. Molte volte infatti gli Usa hanno accusato
Pechino di essere intervenuti in maniera cibernetica" ha
spiegato ad AgiChina24 Giacomo Goldkorn, professore di geopolitica
presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e
direttore editoriale di Equilibri.net. Tuttavia – ha continuato
Goldkorn – la notizia non mi sorprende affatto, anzi avrei trovato
strano il contrario, appurare cioè che la Cina sia ancora
sprovvista di un esercito cibernetico". Il Dragone sembra
essere in buona compagnia, al giorno d'oggi, spiega ancora
Goldkorn, quasi tutti i Paesi hanno dei 'soldati
cibernetici'.

"Oggi- continua a spiegare Goldkorn – quasi tutte le
informazioni passano attraverso la rete internet; appare, quindi,
necessario dotarsi di un sistema di gestione di questo tipo di
attività. Se una nazione è intenzionata a colpire un altro stato,
attacca le reti ferroviarie, l'energia, l'intera rete
logistica che, allo stato attuale, è gestita quasi esclusivamente
dalle reti informatiche. Il primo passo è, quindi, cercare di
penetrare il sistema. Ecco perché è necessario essere preparati
in fatto di difesa informatica".

Secondo il professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
“il messaggio della Cina è: siamo una grande potenza e siamo
abbastanza maturi e responsabili da ammettere di avere determinati
sistemi di tutela. Non ha senso – ha proseguito Goldkorn –
scandalizzarsi per questo tipo di informazioni. Gli stessi Stati
Uniti hanno infiniti centri di lotta informatica. È giusto che si
sappia che una grande potenza ha anche questo tipo di difesa. Si
tratta di un grande segno di progresso: in genere sono le dittature
che tendono a tenere segrete le loro attività” e la Cina,
conclude Goldkorn, sviluppa e annuncia questo tipo di tecnologia
"semplicemente perché è una grande potenza".