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La cittadella BizSpark a quota 600 start up

Il progetto battezzato da Microsoft nel 2008 sostiene le idee di impresa innovative. Dal Pino: “Iniziativa di valore incalcolabile per il sistema Paese”

15 Apr 2011

Oltre 600 start up. Sono quelle coinvolte in BizSpark, il programma
lanciato da Microsoft nel 2008 con l’obiettivo di sostenere le
aziende innovative nei primi anni di vita tramite la fornitura di
strumenti, software, supporto tecnico e visibilità sul mercato. A
raccontare il successo ottenuto dall’iniziativa, Pier Luigi da
Pino, direttore Centrale Relazioni Istituzionali e Industriali di
Microsoft Italia, intervenendo all'Ateneo Pontificio Regina
Apostolorum dell'Università Europea di Roma, in occasione del
dibattito sulla relazione dei Media con i giovani "Youth
Communication in Social Media Age".

“Il valore di questa iniziativa in termini di innovazione e
sviluppo del sistema paese è incalcolabile e Microsoft ritiene
fondamentale questo suo contributo alla società e all’economia
italiana – ha spiegato Dal Pino – La competitività già adesso,
ma ancora di più in futuro, si giocherà prevalentemente
nell’ambito digitale ed è per questo che bisogna supportare i
giovani perché possano portare a frutto la loro creatività.
L’Italia ha un potenziale molto alto ed un opportunità unica nel
poter realizzare un industria dei contenuti grazie al patrimonio
culturale e turistico che potrebbe dar vita un’ economia digitale
a forte valore innovativo e tecnologico”.

Parlando di crescita economica, un enorme contributo per le
start-up e per le aziende in generale – secondo il manager –
viene il cloud computing. “Grazie al cloud computing – prevede
– ci sarà anche una minore spesa in approvvigionamento di
strumenti informatici ed un rilevante risparmio energetico, a cui
si aggiungono risparmi per la gestione dell’infrastruttura
aziendale e per la manutenzione dei sistemi applicativi”. In
questo senso Microsoft ha investito “2,3 miliardi di dollari nel
cloud computing” e inaugurato pochi giorni fa a Bruxelles
l’European Cloud and Interoperability Center, “un centro di
diffusione dell’innovazione – spiega – che offrirà una
piattaforma per la conoscenza della tecnologia cloud e la
condivisione di risorse e conoscenze, fungendo così da incubatore
e catalizzatore per il cloud computing in Europa in differenti
campi”.

Dal Pino ha inoltre approfondito la questione del rapporto tra
nuova tecnologia informatica e imprenditoria giovanile. “La
crescita di una nuova realtà imprenditoriale è imprescindibile
dall’uso delle tecnologie informatiche e molto spesso è nel
mondo digitale che si evolve un’idea imprenditoriale – ha
puntualizzato Dal Pino – Crescono le start up che fanno del web 2.0
il proprio motore della crescita ed attraverso la creatività nel
mondo digitale riescono ad emergere rispetto anche a piccole
società consolidate in cui scarso è l’utilizzo di tecnologie
informatiche”. Tutto ciò dimostra che esiste un mercato del
lavoro ad alta potenzialità su cui il paese deve puntare ed
aiutare a crescere perché esiste un capitale umano digitale ad
alto valore innovativo che rimane ancora fortemente inespresso. E
che progetti come BizSpark aiutano a sviluppare.

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