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La Commissione Ue spinge sulla ricerca Ict ad alto rischio

21 Apr 2009

Potenza computazionale illimitata, computer che imitano il
cervello, sedie a rotelle guidate dal pensiero e compagni robot.
Non è un film di fantascienza ma le novità previste dal nuovo
piano europeo di ricerca sulle tecnologie del futuro, presentato
oggi dalla Commissione Ue nell’ambito della Prima Conferenza
europea sulle tecnologie del futuro che si è aperta oggi a
Praga. L’organo comunitario si propone di incentivare la
ricerca europea ad alto rischio nelle tecnologie futuribili:
entro il 2013 verrà aumentato del 70%  l'attuale
stanziamento annuo di 100 milioni di euro a favore della ricerca.
"Bisogna essere inventivi e coraggiosi, soprattutto in
questi tempi di crisi – commenta Viviane Reding, commissario
europeo alla Società dell’Informazione -. In questo senso
l’Europa deve assolutamente coordinare le attività di ricerca
dei suoi 27 Stati membri e rafforzare la collaborazione con i
partner mondiali per essere all'avanguardia delle future
tecnologie dell'informazione, dalle quali possono scaturire
soluzioni radicalmente nuove per i cittadini europei in settori
come la salute, i cambiamenti climatici, l'invecchiamento
della popolazione, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza."

Rispetto ad altre regioni del mondo, infatti, gli investimenti
europei a favore della ricerca nel settore delle tecnologie
dell'informazione e delle comunicazioni sono in ritardo. E
anche se l'Unione europea produce quasi un terzo della
conoscenza scientifica mondiale, la ricerca in questo settore
specifico rappresenta solo un quarto delle sue attività
complessive. La Commissione invita dunque “anche gli Stati
membri a mettersi al passo con Stati Uniti, Cina e Giappone
raddoppiando entro il 2015 gli investimenti nella ricerca Ict ad
alto rischio, favorendo iniziative congiunte di ricerca a livello
di programmi nazionali ed europei".

Negli ultimi 15 anni la Commissione ha finanziato la ricerca
multidisciplinare sulle tecnologie informatiche del futuro
nell'ambito del suo programma generale di ricerca (per un
totale di 1285 milioni di euro dal 1994), contribuendo alla
leadership europea in campi come l'informatica quantistica,
la nanoelettronica, le scienze neuroinformatiche e
bioinformatiche e la ricerca sui sistemi complessi. A questi
progetti sono seguiti riconoscimenti come il premio Nobel per la
fisica conferito nel 2007 a Albert Fert (Francia) e Peter
Grünberg (Germania) e nel 2005 a Theodor Hänsch (Germania),
tutti scienziati che hanno collaborato a progetti europei di
ricerca ad alto rischio.