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La Difesa italiana schiava della carta

08 Feb 2010

La “Direzione generale delle pensioni militari e del collocamento
al lavoro dei volontari congedati della leva” trasmette al
ministero dell’Economia un decreto di pensione, per trasformarlo
in pensione, pagata mensilmente al generale L.M. La stessa lettera
della Direzione generale mette in indirizzo L.M., che ha i capelli
bianchi, ma le sinapsi ancora ben fresche e una capacità di
comunicare via e-mail. L’indirizzo e-mail del generale è noto
alla Direzione generale, ma essa non se n’è data per inteso. Gli
ha mandato infatti un pezzo di archeologia delle comunicazioni, un
foglio A4 extra strong, bollato e firmato.
Il generale si attendeva di ricevere anche il decreto. Dopo tutto
egli è il diretto interessato. Se desidera il decreto in formato
A4 extra strong – gli spiegano – deve chiederlo con una supplica di
sabauda memoria, a sua volta formato A4 extra strong, corredata da
marche da bollo di euro 0,25 per ogni pagina. Mi basta leggere il
decreto da una e-mail, azzarda l’impavido generale ma fronteggia
una fortezza inespugnabile: occorre una domanda con marche da
bollo. Resa incondizionata, infine. Quante marche da bollo
necessitano? Non si sa. È il corto circuito d’ogni pratica
burocratica, dopo tutto lieve questa volta. Il generale vive
lontano da Roma.
Fa la cosa più semplice: manda una mail a un collega con la copia
della sua supplica, che quello porterà alla Direzione
generale con una congrua manciata di marche da bollo. Ricevuto il
decreto formato A4 extra strong, l’amico gli farà una mail con
pdf allegato. Due attempati generali nel web. La Direzione generale
in formato A4 extra strong.

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