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IL RAPPORTO

L’e-commerce seduce sempre più italiani. E lo smartphone prende quota

Rapporto Eurispes: il 38% fa acquisti via mobile. Sui social network la metà dei nostri concittadini. Sul web si naviga per cercare informazioni sulla salute, ma Google non sostuisce il medico

30 Gen 2018

F. Me

Cresce la propensione all’e-commerce degli italiani. Lo rileva il rapporto Eurispes, secondo cui la consuetudine di effettuare acquisti online sta diventando sempre più una modalità ordinaria di consumo. Il 47,8% degli italiani effettua compere online, di questi la quasi totalità (92,6%) ha utilizzato come canale un sito web despecializzato; il 38% afferma di aver effettuato acquisti mediante store su smartphone o di aver acquistato su un sito web specializzato. Il 34,6% e il 34,4% degli acquirenti online rivelano di aver operato rispettivamente mediante applicazione su smartphone e tramite il sito web di un negozio.

Ma non sempre è necessario provare un prodotto (67,5%) per decidere di acquistarlo. Il 67,5% di coloro che hanno dichiarato di aver fatto acquisti on line nell’ultimo anno (47,8%) ha deciso di acquistare un prodotto dopo averlo visto esclusivamente online e che una fetta altrettanto ampia, il 67,1%, ha preferito prima vedere o provare in un negozio un capo o un prodotto, avendo poi posticipato l’acquisto online. Ad essere valida è in ogni caso anche la tendenza opposta, che ha visto il 45,8% acquistare in negozio un prodotto visto online in riferimento al quale risultava probabilmente necessario accertare dal vivo la qualità. La pubblicità continua ad essere un’importante leva commerciale per la scelta dei prodotti, anche per quelli acquistati online (53,2%).

Eurispes rileva che 9 italiani su 10 hanno un telefonino ma ne fanno spesso un uso pericoloso (camminando 54,3% o guidando 23%) e nel 35% dei casi si rincorre l’ultimo modello. Sui social network “viaggia” il 60% degli italiani. In molti si dicono convinti che inducano un utilizzo eccessivo (76,8%), favoriscano comportamenti aggressivi e offensivi con l’anonimato (67,7%), siano pericolosi perché mettono a rischio la privacy (65,1%).

E Il web cambia anche il modo di approcciare al tema della salute. In Italia l’informazione medica su Internet ancora non sostituisce il rapporto medico-paziente: il 52,3% degli intervistati non ha mai consultato la rete riguardo ai propri disturbi, il 41,6% lo ha fatto e in seguito si è recato dal medico, solo il 6,1%, infine, ha consultato solo Internet. Sul totale degli intervistati, meno del 20% degli over 65 utilizza internet per fare ricerche sulla propria salute. Tra i 45 e i 64 anni, invece, sono il 54,1% coloro che non cercano informazioni mediche sul web e, infine, tra i 18 e i 44 anni circa i due terzi si rivolgono alla Rete: di questi, un picco del 69,4% è toccato dalla fascia tra i 25 e i 34 anni mentre nella fascia più giovane, tra i 18 e i 24 anni, è il 18,3% che la consulta senza, poi, rivolgersi a un medico.

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