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Le Pmi puntano sull’innovazione, ma su Internet ancora ferme

Secondo un’indagine di Confindustria il 90% di piccole aziende innova per migliorare la performance. Soltanto il 13,4% vuole mantenere la conduzione familiare

05 Mag 2011

L'innovazione come strumento per crescere: il 90% delle piccole
e medie imprese punta su questo come strategia futura e molte hanno
già innovato nei prodotti o nei processi negli ultimi cinque anni.
E' quanto emerge dal sondaggio, coordinato dal Csc e condotto
da Demos&Pi sulle Pmi manifatturiere associate a Confindustria su
un campione di 508 pmi.

Nelle strategie adottate o che stanno per esserlo, quasi il 90%
delle pmi gettona l'innovazione di prodotto e/o processo;
l'80% vota per l'entrata in nuovi mercati esteri; oltre il
70% vuole inserire professionalità manageriali, acquisendo così
nuove competenze; oltre il 60% indica gli investimenti in
marchio.

Inoltre sono molte le Pmi che hanno innovato negli ultimi cinque
anni: il 74,4% lo ha fatto nei prodotti, il 69,6% nei processi, il
63,8% nell'organizzazione e il 52,3% nella commercializzazione.
E sempre più risorse sono state destinate alla ricerca e
sviluppo.

Tuttavia, ancora poco si brevetta (31,6%) e si registrano marchi
(37,7%). Si è molto indietro nell'uso di Internet: solo il
14,3% lo utilizza per vendere, realizzando appena il 12,5% del
fatturato.
Nella governance c'è un'alta propensione (55,1%) a
rimanere strettamente legate alla conduzione familiare, anche nel
passaggio del testimone generazionale.

C'e' ancora tra le Pmi di Confindustria diffusa
consapevolezza dell'importanza della crescita dimensionale:
solo il 13,4% dice che la stazza raggiunta 'va bene cosi',
non c'è bisogno di crescere'; e due terzi, con una certa
omogeneità di vedute tra piccolissime, piccole e medie, sa che
essere più grandi conta per potere avere maggiori risorse da
dedicare alla ricerca e all'innovazione e presidiare meglio i
mercati, soprattutto esteri.

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