STRATEGIE

Lisi (Anorc): “Norme non bastano, rivoluzione digitale passa da skill e organizzazione”

Il presidente dell’associazione: “Serve aumentare la consapevolezza di cittadini, dipendenti pubblici e imprese sui vantaggi economici e sociali che l’IT può produrre”

Pubblicato il 28 Mar 2017

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Competenze e organizzazione. La rivoluzione digitale (ri)parte da qui. Ne è convinto Andrea Lisi, presidente di Anorc Professioni, che ha esposto le sue riflessione in occasione dell’edizione 2017 di DIG.Eat, l’evento dedicato alle tematiche del digitale, giunto alla sua decima edizione, svoltasi presso il Centro Congressi Fontana di Trevi a Roma.

“Fatte le norme ora è però essenziale favorire una trasformazione, unitaria e reale, dei comportamenti – ha spiegato Lisi – Un’informazione corretta e capillare in materia, la creazione e la formazione di competenze digitali, il ripensamento dei modelli organizzativi tramite digitalizzazione dei processi, un approccio consapevole da parte degli operatori del settore, la consapevolezza dei vantaggi concreti, economici e strutturali, che il cambiamento digitale può portare nella vita di tutti i giorni, sono elementi su cui è necessario investire per lo sviluppo di un processo evolutivo, quello digital, ormai comunque inarrestabile”.

“Tutto questo è realizzabile davvero solo se si costruisce e si pretende consapevolezza per cittadini, dipendenti pubblici e dirigenti. Ma anche imprese. C’è un intero sistema Paese da ricostruire in termini digitali, e solo su questi presupposti possono poggiarsi open data e trasparenza – ha evidenziato – Aggiungo una parola magica che dovrebbe essere la premessa di ogni azione: semplificazione di norme e procedimenti amministrativi. Senza una vera semplificazione (prima di tutto normativa) il digitale serve a poco e si posa sul caos, rendendolo solo più trasparente e contorto. A salvarci non bastano campioni digitali o straordinari Team in grado di elargire nuove promesse in uno storytelling che ormai è davvero diventato indigesto perché si ripete da anni, troppi anni. Basta. Pretendiamo un po’ di sano silenzio. Proviamo a ricominciare davvero con pazienza e serietà”.

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