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Lo streaming sbarca nella Top of the Music

Per la prima volta la classifica Fimi-Gfk terrà conto dei dati di consumo di tutte le piattaforme audio attive in Italia. Enzo Mazza ceo Fimi: “Mercato di ascolti sempre più integrati, l’accesso ai contenuti musicali non può essere limitato a un solo tipo di supporto”

03 Lug 2017

Lo streaming entra nella classifiche musicali. Da venerdì 7 luglio, Top of The Music by Fimi/Gfk degli album, integra per la prima volta i dati dello streaming audio di tutte le piattaforme attive in Italia con i dati del download e delle vendite dei dischi fisici, includendo un canale di accesso alla musica così popolare nel nostro Paese da rappresentare una forma di ascolto ormai comune tra i consumatori di musica.

Lo annuncia la stessa Federazione dell’industria musicale italiana. I dati degli stream audio rilevati da GfK Retail and Technology Italia, entrano quindi anche nel sistema di misurazione dei consumi di musica degli album confermando il trend di utilizzo da parte dei consumatori di piattaforme di streaming audio. “L’andamento dello streaming – si legge in una nota – è cresciuto progressivamente segnando un trend positivo che nel 2016 ha registrato un +30% con un +40% in incremento rispetto al 2015 per i ricavi derivati dagli abbonamenti. Questi ultimi, rappresentano oggi il 51% di tutto il segmento digitale”.

“L’integrazione dello streaming nella classifica album segue quanto già avvenuto per i singoli digitali, in un mercato di ascolti sempre più integrati in cui l’accesso ai contenuti musicali non sembra poter essere limitato ad un solo tipo di supporto, ma richiede la capacità di osservare e riflettere il consumo reale e l’andamento effettivo del mercato. Questo genere di integrazione, sarà ovviamente considerata anche ai fini delle assegnazioni delle certificazioni oro e platino”, ha dichiarato Enzo Mazza, ceo di Fimi. GfK Italia, che provvede ad elaborare la classifica integrando vendita supporti fisici, download e audio streaming, utilizza un fattore di conversion rate per rendere compatibili i diversi modelli di business. Tutti gli stream, free o a pagamento, sono conteggiati a patto che abbiano una durata superiore ai 30 secondi. Sono quindi escluse le tracce streaming con durata inferiore ai 30 secondi, gli streaming via radio e gli ascolti su piattaforme di video streaming. Il fattore di conversione sarà rivisto su base quadrimestrale data l’evoluzione spinta del mercato discografico.

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