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Lotta al cybercrime. La Polizia postale si “allea” con le aziende

Siglata una convenzione triennale con Symantec per prevenire e contrastare il fenomeno dilagante del crimine informatico. Sotto la lente furti d’identità, pedopornografia e attacchi alle reti

23 Nov 2010

La Polizia Postale e delle Comunicazioni e Symantec hanno siglato
un protocollo d'intesa per la prevenzione dei crimini
informatici. La convenzione, che avrà durata triennale, è stata
sottoscritta dal prefetto Oscar Fioriolli, direttore centrale per
la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i
Reparti Speciali della Polizia di Stato e da Marco Riboli, vice
president e general manager, Symantec Emea Mediterranean
Region.

La convenzione formalizza la collaborazione delle due
organizzazioni nella lotta contro i criminali informatici.
L'obiettivo è prevenenire e contrastare gli attacchi rivolti
ai sistemi informativi e alle infrastrutture critiche
informatizzate nazionali. Dal punto di vista operativo,
l'obiettivo verrà attuato promuovendo iniziative congiunte di
approfondimento, formazione e interscambio di esperienze sulla
sicurezza informatica e condividendo iniziative di
sensibilizzazione all'utilizzo corretto delle risorse
informatiche e alla sicurezza online. Lo rende noto una nota di
Symantec.

Nei primi mesi del 2010 la Polizia Postale ha denunciato 819
persone per reati in materia di e-commerce e ha portato a termine
37 arresti. Le denunce per hacking sono state 2.913 con 76
arrestati, e 475 quelle per reati pedopornografici, con 51 arresti.
Da gennaio a settembre 2010, il commissariato online della Polizia
Postale, www.commisariatodips.it, ha ricevuto 757 segnalazioni, 189
denunce e 565 richieste di informazioni per fatti relativi alla
rete internet.

"Il protocollo che abbiamo sottoscritto oggi – dice il
direttore centrale delle specialità della Polizia di Stato,
prefetto Oscar Fioriolli – è una risposta efficace mirata al
contrasto dei crimini informatici. L'accordo rientra nel
modello di sicurezza partecipata, nel quale la sinergia
pubblico/privato può essere un'arma vincente da utilizzare per
combattere questo crimine emergente".

"La nostra – dice Antonio Apruzzese, direttore del Servizio
Polizia Postale e delle Comunicazioni – è una lotta impegnativa
contro tutte le forme di crimine informatico che, ultimamente,
stanno manifestando una rilevante potenzialità offensiva. Anche
per questo – conclude Apruzzese –la Polizia postale e delle
Comunicazioni vuole estendere la sua sempre più ampia
'controrete di sicurezza' attraverso la collaborazione con
le aziende leader del settore".

I dati di Polizia Postale confermano quanto emerso dal recente
rapporto pubblicato da Symantec, il Norton Cybercrime Human Impact
Report: secondo lo studio il 69% della popolazione italiana ha
subito una qualche forma di cyber crimine contro una percentuale
mondiale del 65%. Inoltre, il 51% degli intervistati ha scoperto il
proprio pc infetto da virus o malware, il 10% è stato vittima di
truffe online e il 4% ha subito il furto d'identità.

Nove adulti su dieci (86%) si dicono preoccupati del cybercrime e
il 28% di essi si aspetta di rimanere vittima di frodi o
sottrazioni online. Solo una piccola minoranza (3%) è convinta di
essere immune al crimine informatico. Tuttavia, nonostante
l'universalità della minaccia e l'incidenza del crimine
informatico, solo la metà (51%) della popolazione adulta si
dichiara disponibile a modificare il proprio comportamento online
qualora rimanesse vittima di un crimine.

Il Cybercrimine non è un fenomeno che riguarda solo gli utenti
privati, ma colpisce in maniera significativa anche le aziende. La
sicurezza è diventata quindi un tema chiave anche per le imprese
che subiscono attacchi mirati al furto di dati sensibili, quali
numeri di carte di credito, identità personali, numeri di conti
corrente, per un valore che nel 2009 è stato pari a 1 trilione di
dollari. Symantec ha stimato che il costo medio sostenuto da
un'organizzazione compromessa è all’incirca di 5 milioni di
euro, mentre 23 milioni di euro è il costo massimo ad oggi
sostenuto in seguito ad un attacco informatico. Questi dati vengono
spesso rivenduti in un vero e proprio “mercato nero” delle
informazioni, che ha un volume di affari che si aggira intorno ai
210 milioni di euro.

Secondo l’Internet Security Threat Report XV, infatti, nel 2009
le attività degli hacker volte a sottrarre l’identità sono
notevolmente aumentate rispetto al 2008, passando dal 22% al 60%
del totale delle minacce. Anche l’ultima edizione dello Spam &
Phishing Report, che riguarda il mese di ottobre 2010, riporta dati
allarmanti che dimostrano come il cybercrimine sia un fenomeno
sempre più diffuso. Lo spam infatti rappresenta l’89,40% dei
messaggi, di cui il 3% ha origine dall’Italia, mentre il phishing
è aumentato del 52%, colpendo soprattutto il settore finanziario
con una percentuale pari all’88%.

"Oggi gli utenti trascorrono sempre più tempo connessi alla
rete, sia a casa sia in azienda, ed evidentemente sono più esposti
al rischio di cadere vittime delle minacce informatiche", ha
commentato Marco Riboli, vice president e general manager, Symantec
Emea Mediterranean Region, che aggiunge: "Sono soprattutto le
informazioni personali ad essere prese di mira dai cyber criminali,
che sviluppano modalità di attacco sempre più sofisticate e
complesse – dice Riboli – Per informare gli utenti sui rischi che
corrono quando navigano online ed educarli a prevenirli, è
pertanto necessario diffondere una cultura della sicurezza
informatica e adottare approcci e iniziative di sensibilizzazione
all’uso corretto di Internet. Con la firma del protocollo
d'intesa, Symantec intende impegnarsi con Polizia Postale a
garantire la protezione dagli attacchi informatici e la sicurezza
degli utenti".

Symantec e Polizia Postale hanno di recente collaborato alla
realizzazione di alcuni video informativi volti a spiegare in modo
chiaro e divertente i principali rischi che gli utenti corrono
online. I video saranno caricati il 23 novembre sul sito
ogniclic.it e sul canale YouTube di Norton.

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