Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

AGENDA DIGITALE

Madia: “Daremo la cittadinanza digitale agli italiani”, Governo stringe su Agid

Il ministro della PA e semplificazione plaude al via libera della ddl Riforma da parte del Senato: “Sarà una vera rivoluzione”. Ma la partita si gioca insieme a quella dell’Agenzia: conto alla rovescia per la nomina del nuovo dg

01 Apr 2015

Federica Meta

“Non è una riforma di settore, ma è una riforma per il Paese, per 60 milioni di cittadini, volta a semplificare la loro vita”. Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, commentando il via libera alla delega PA da parte della commissione Affari Costituzionali del Senato. Tra i temi affrontati nel ddl ce ne è uno che per il ministro segna “la vera rivoluzione” e coincide con “la cittadinanza digitale”. Quanto al lavoro in commissione, Madia parla di “una bella pagina di dialettica parlamentare”.

Madia ha dunque voluto ricordare l’Agenda digitale è uno degli assi portanti della riforma della PA che, a sua volta, procede di pari passo con le riforme costituzionali, in mano al ministro Maria Elena Boschi. Non è un caso, dunque, che nei giorni scorsi proprio Boschi ha sottolineato l’importanza di andare spediti su tutto il dossier riforme: dalla PA alla Costituzione, passando per l’Agenda digitale. Si tratta infatti delle tre priorità si cui il governo Renzi ha scommesso di più.

Ma la partita della PA digitale si gioca insieme a quella sull’Agenzia per l’Italia digitale. Proprio per dare la “testa digitale” alla riforma dell’amministrazione, Madia ha prontamente lanciato il bando per la selezione del nuovo dg dopo aver ricevuto le dimissioni di Alessandra Poggiani.

Chi intende candidarsi può inviare il proprio curriculum entro le ore 13.00 del 13 aprile 2015 via e-mail a candidature@governo.it. “Le istanze, oltre a contenere i dati anagrafici, titoli di studio e curriculum vitae predisposto secondo il modello europeo – si legge nel bando – completo di clausola di autorizzazione al trattamento dei dati in esso contenuti, dovranno riportare una sintetica descrizione delle linee programmatiche sull’espletamento dell’incarico per il quale si manifesta interesse e ad esse deve essere allegata copia di un valido documento d’identità”.

L’elenco di coloro che avranno presentato la propria candidatura sarà pubblicato sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Secondo il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania, serve un manager “con visione e spiccate capacità manageriali che sappia smuovere la complessità dell’organizzazione pubblica e abbattere gli steccati”. Ma lo deve fare all’interno di una governance snellita. Per Catania ci deve essere “una chiara responsabilità politica e che sia avviato un processo di semplificazione: il lavoro dei comitati è importante, ma deve trovare una sintesi. Perché va bene discutere, ma poi la decisione deve essere presa velocemente”.

L’ultima volta – lo scorso luglio quando poi stata nominata Poggiani – erano arrivati sul tavolo del ministro Marianna Madia, ben 154 curriculum di candidati al vertice dell’Agenzia. Tra i nomi c’erano quelli di Mario Dal Co (ex consulente dell’allora ministro alla PA e Innovazione, Renato Brunetta, e successivamente alla guida dell’Agenzia dell’Innovazione); Roberto Moriondo (alla guida della direzione Innovazione, ricerca, università e sviluppo energetico sostenibile della Regione Piemonte); Fulvio Ananasso (Direttore Studi, Ricerca e Formazione – Agcom); Nello Iacono (vicepresidente Stati Generali dell’Innovazione); Alfonso Fuggetta (docente del Politecnico di Milano e Ad del Cefriel). Spiccavano, tra gli altri, anche i nomi degli interni all’Agenzia: Maria Pia Giovannini, responsabile area Regole, Standard e Progetti Innovativi di Agid e Francesco Tortorelli, dirigente dell’ufficio Interoperabilità, cooperazione applicativa e relativi centri servizio.

A spulciare la lista si trovavano i nomi di Livio Zoffoli (già presidente del Cnipa), Lorenzo Benussi, economista e già membro della cabina di regia per l’Agenda digitale ai tempi del governo Monti, Maurizio Talamo (docente dell’università di Roma Tor Vergata). Ad inviare il cv anche Stefano Quintarelli, deputato di Scelta Civica che, se scelto come dg, dovrà dimettersi da parlamentare. Da segnalare anche Giorgo De Rita, già direttore generale di DigitPA e Paolo Donzelli ex capo del Dipartimento digitalizzazione e innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio prima della soppressione dello stesso. In lizza anche Pierantonio Macola, Ad di Smau e Paolino Madotto (direttore del CeFirst, Inuit – Università Tor Vergata), Laura Rovizzi di OpenGate Italia, Greta Nasi, docente della Bocconi ed esperta di PA digitale, Michele Vianello (ex direttore di Vega Park, esperto di smart city) e Massimo Melica (avvocato).

Articolo 1 di 5