IL PROGETTO

Il Demanio si converte al 3D: immobili “iper-realistici” nelle nuove mappe

L’iniziativa fa leva sul Bim (Building Information Modeling). Si comincia con la Certosa di Pavia, il Palazzo di giustizia della città e Villa Mirabellino a Monza

13 Gen 2017

F.Me

La Certosa di Pavia, il Palazzo di giustizia della città e Villa Mirabellino a Monza sono i primi immobili mappati con la tecnologia del Building Information Modeling (Bim) in un progetto pilota dell’Agenzia del Demanio per migliorare la gestione del patrimonio immobiliare pubblico. Il Bim è un metodo per ottimizzare pianificazione e gestione di costruzioni attraverso un software, che unisce i dati di un immobile, visualizzabile in 3D, e che può essere aggiornato negli anni.

“Il fascicolo immobiliare diventa dinamico – ha spiegato il direttore della Agenzia del Demanio, Roberto Reggi in un convegno a Milano – e segue la vita dell’immobile. I fascicoli statici richiedono aggiornamenti che possono essere complicati, questa tecnologia invece consente di integrare dati di progettazione e manutenzione, con aggiornamenti anche a distanza, che rendono la gestione dell’immobile efficace e trasparente”.

Per Villa Mirabellino la Direzione Regionale Lombardia ha collaborato nel 2015 con il Politecnico di Milano. Partendo dalla collaborazione, il Demanio ha promosso con lo stesso Politecnico e con La Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli una più ampia collaborazione. Analoghe sperimentazioni sono in corso o in procinto di essere avviate con la collaborazione delle Università locali, nelle Direzioni Regionali Liguria, Toscana e Puglia.

“Questa sinergia con il mondo universitario e la PA è significativa perché le vittorie si ottengono lavorando in squadra. Teoria e pratica si incontrano su un modello concreto di sviluppo come il Bim che ci aiuterà a recuperare il nostro patrimonio, con particolare attenzione a quello in disuso – prosegue Reggi – Bim è un sistema selettivo di qualità di progettazione e controllo, un sistema integrato unico di lavoro che ci permette di gestire al meglio i beni pubblici. Il mio impegno è quello di prendere accordi con tutti i provveditorati opere pubbliche per l’applicazione sistematica del BIM a partire da Lombardia ed Emilia.”

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“Abbiamo un serbatoio di progetti e attività da sviluppare davvero straordinario: l’Agenzia gestisce 45 mila beni e siamo a supporto degli Enti locali, lavoriamo anche sul recupero dell’esistente con criteri di trasparenza per ridurre costi e tempi”, conclude Reggi.

“Lo sviluppo di forme di collaborazione tra Università e Amministrazioni appaiono in questo periodo storico opportune, necessarie ed urgenti per la tutela e la conservazione del patrimonio pubblico immobiliare – puntualizza Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano – le nostre competenze tecniche saranno messe a disposizione in supporto alla pianificazione, programmazione, progettazione e attuazione degli interventi necessari, consentendo al contempo di formare i nostri studenti sul campo”.

Il progetto è l’ulteriore dimostrazione dello “sforzo” digitale del Demanio. Lo scorso autunno ha messo il portale OpenDemanio-Cantieri, che localizza gli interventi edilizi programmati sul patrimonio gestito dall’Agenzia del Demanio. La nuova sezione della piattaforma digitale OpenDemanio, dove sono attualmente inseriti 138 cantieri al di sopra dei 100mila, permette così di sapere come lo Stato sta organizzando e gestendo gli interventi di edilizia, che si avvalgono di un fonda da 321,5 milioni di euro. Il portale consente inoltre di consultare le schede dei singoli cantieri, per conoscere nel dettaglio se si tratta di lavori di manutenzione e restauro oppure di razionalizzazione degli spazi e riqualificazione, la fase di avanzamento, la data prevista per il collaudo e il finanziamento disponibile. Il sistema consente di individuare gli interventi attraverso una ricerca libera per area geografica, oppure, attivando il filtro “110 citta”, per confini comunali dei capoluoghi di provincia.

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