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Maxi rapina alla Playstation, la ripresa del servizio in settimana

Dopo il furto dei dati personali di 78 milioni di utenti del network online della Ps3, la Sony annuncia che il sistema riprenderà parzialmente in pochi giorni

02 Mag 2011

Dopo il furto di 78 milioni di dati personali relativi al bacino di
giocatori online della Ps3, la Sony ha annunciato la ripresa di
alcuni servizi di Playstation Network entro una settimana. Sony
offre anche incentivi ai suoi clienti, dopo il furto dei dati
personali di 78 milioni di utenti, avvenuto una settimana fa, che
ha costretto l'azienda a bloccare le carte di credito e a
cambiare le password di milioni di clienti.

Non è ancora chiaro se le misure correttive prese dalla compagnia
giapponese saranno sufficienti ad arginare la fuga di clienti e a
bloccare la class action che è stata minacciata negli Usa.

L’azienda giapponese sta collaborando con l’Fbi, per
identificare l’hacker che si è introdotto nel sistema, anche se
ad oggi non ci sono prove che il pirata informatico abbia sottratto
i dati di 10 milioni di carte di credito degli utenti.

Ad oggi Sony non ha ricevuto alcun allarme per danni o perdita di
dati personali delle carte di credito dopo l’attacco al data
center di San Diego, avvenuto fra il 17 e il 19 aprile. I codici di
sicurezza risultano intatti.

I risarcimenti complessivi potrebbero raggiungere quota 1,5
miliardi di dollari e l'ipotesi di una class action si fa via
via più concreta. Tra i clienti e i giocatori della Playstation è
scoppiata la rivolta all'indomani della notizia di quella che
sembra una delle più grandi fughe di dati telematici nella storia
di Internet.

La casa giapponese, informa il Wall Street Journal, ha già
incaricato una grande azienda che si occupa di sicurezza
informatica di mettersi al lavoro per avviare le indagini su quanto
accaduto.
Sempre la Sony ritiene che si possa riprendere il servizio di
queste console entro la settimana.

Ma ora i clienti Sony si sentono traditi. In tanti si chiedono come
mai la multinazionale giapponese abbia atteso tanti giorni prima di
rivelare la falla nella sua banca dati. E come accade in questi
casi, sul web è scoppiata la bufera delle proteste: “Mi sarei
aspettato di essere al sicuro, affidando i miei dati personali a
una grande azienda come Sony”, attacca un bancario inglese. E
c'è chi arriva a minacciare addirittura una sorta di
boicottaggio commerciale: “Dopo quello che è successo – propone
un ragazzo – dobbiamo smetterla di comprare ogni prodotto Sony o
che venga da aziende che fanno affari con la Sony”.