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Microsoft denuncia Google: “Monopolio in Europa”

Presentato un ricorso formale all’Antitrust della Ue per pratiche anti concorrenziali nel settore della pubblicità online

31 Mar 2011

Microsoft alza i toni della rivalità con Google presentando un
ricorso davanti alla Commissione Ue contro il più grande motore di
ricerca al mondo, che accusa di pratiche anticoncorrenziali. E'
la prima volta che Microsoft ricorre a una denuncia di questo tipo,
dopo essere stata lei stessa accusata più volte in passato di
questo genere di comportamenti negli Usa e in Europa.

Ad annunciare l' iniziativa, che si inserisce nel contesto
dell' indagine già aperta da Bruxelles sulla società di
Mountain View, è stato il vicepresidente di Microsft Brad
Smith.

Nel suo ricorso Microsoft sostiene che Google abbia escogitato un
"modello di azione" che ostacola in modo scorretto la
concorrenza. Google controlla oltre il 90% del mercato
pubblicitario legato alle ricerche su Internet, relegando ai
margini il rivale Bing di Microsoft.

"La Commissione europea prende atto del reclamo presentato da
Microsoft", ha commentato la portavoce del commissario Ue alla
concorrenza, Joaquin Almunia, limitandosi ad aggiungere che
informerà formalmente Google, come vuole la procedura.

Google è già sotto inchiesta da parte della Commissione europea
dopo la denuncia di tre piccole aziende, una delle quali di
proprietà di Microsoft.

Tra i motivi del ricorso si cita la posizione dominante di Google
nel search advertising "che danneggia i clienti europei"
e si dice che Google impedisce l'accesso dei concorrenti a
contenuti web – come Youtube – e in generale limita l'accesso a
contenuti, ad esempio attraverso cellulare.

L' Antitrust della Ue ha aperto un' inchiesta nei confronti
di Google lo scorso novembre, in seguito a diversi reclami, tra cui
quello del portale internet Ciao appartenente a Microsoft. Nel
mirino dei servizi del commissario Almunia sia l' attività di
ricerca di Google (che si rifiuta di comunicare la sua quota di
mercato, presunta intorno al 95%) sia l' attività legata alla
pubblicità o line (col sospetto che Google ricorra a clausole di
esclusività imposte ai partner pubblicitari).

Nella nota Microsoft esprime l'auspicio che la Ue "decida
di fermare" i comportamenti Google.

Un rappresentante di Google ha detto in un comunicato inviato per
e-mail di non essere "sorpreso di questa iniziativa di
Microsoft, dato che una delle loro filiali è tra i querelanti
iniziali. Da parte nostra, continuiamo a discutere del caso con la
Commissione europea e siamo felici di spiegare a chiunque come
funzioni il nostro business".

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