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Microsoft tranquillizza gli azionisti: “Nessuno scorporo in vista”

L’Ad Steve Ballmer boccia l’ipotesi di spacchettamento dell’azienda, avanzata da Goldman Sachs e rilanciata all’assemblea annuale degli investitori. Il titolo di Redmond ha perso il 15% dall’inizio dell’anno

17 Nov 2010

Non è in programma uno scorporo delle attività di Microsoft.
L'amministratore delegato Steve Ballmer è apparso deciso
all'annuale conferenza con gli azionisti, preoccupati per il
calo del titolo societario. "Microsoft tutta vale più della
somma delle sue parti – ha detto Ballmer – Uno scorporo non avrebbe
senso: renderebbe solo più difficile la cooperazione tra le varie
divisioni Microsoft e più difficile la competizione".

L'ipotesi di spacchettare l'azienda era stata suggerita in
un recente report di Goldman Sachs. Secondo la banca
d'investimenti, le singole divisioni della società di Redmond
valgono di più dell'azienda presa nella sua interezza. E ieri
all'assemblea annuale un azionista ha riproposto l'ipotesi
spacchettamento a Ballmer. Che l'ha bocciata. Sulla stessa
linea il presidente Bill Gates, secondo cui non si semplificano le
cose per il semplice fatto di creare una società nuova. 

Non è un momento facile per la casa di Bill Gates. A preoccupare
gli azionisti la forbice fra i buoni risultati finanziari
dell'azienda, superiori alle attese del mercato, e il valore
del titolo, che non decolla a Wall Street. Secondo il Seattle
Times, ieri all'assemblea annuale degli azionisti non regnava
la solita atmosfera positiva e ottimista del passato. I dividendi
aziendali, aumentati del 23% quest'anno, non sembrano
sufficienti a sostenere il valore del titolo in borsa.
 
L'amministratore delegato Steve Ballmer deve confrontarsi con
una momento delicato. Gli azionisti sono poco soddisfatti: il
titolo Microsoft ha perso circa il 15% dall'inizio
dell'anno, le vendite dei cellulari con software Microsoft
deludono, e il mercato non ha reagito bene nemmeno al successo
commerciale di Windows 7. A questo si aggiunge la competizione di
Google e Apple, sempre più aggressiva.

"Comprendo la vostra frustrazione", ha detto, pur
difendendo la strategia della società che lunedì aveva venduto
circa tre milioni di titoli dopo avere annunciato all'inizio
del mese che ne sarebbero stati offerti circa 50 milioni.