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Monster sbarca in Italia. Domanda di lavoro concentrata sull’Ict

“Keep Italy Working” e si tiene il 20 ottobre nella capitale e il 22 a Milano

14 Ott 2009

Arriva anche a Roma e a Milano, dopo le edizioni di New York,
Parigi, Londra, Amsterdam, Berlino, Birmingham e Lione, la fiera
del lavoro organizzata da Monster, il sito leader mondiale del
recruiting online. Si chiama “Keep Italy Working” e si terrà
il 20 ottobre nella capitale e il 22 a Milano, riporta Il Sole 24
Ore. Ma non è un tradizionale “career day”, precisa Nicola
Rossi, country manager di Monster.it: “La nostra carovana è un
appuntamento dove sono ammesse solo le imprese che hanno davvero un
piano di assunzioni. L’obiettivo è generare vere opportunità di
impiego”. Così in Italia saranno presenti un centinaio di
aziende, per un totale di 15mila potenziali posti di lavoro. “Fra
gli altri ci saranno Coca-Cola, Ernst&Young, Bialetti, Heineken,
H3G, Vodafone, Philip Morris, Erg Petroli, Johnson&Johnson, Cesare
Fiorucci e Upim. Le aziende raccoglieranno i curricula, faranno i
primi screening e presenteranno le posizioni per cui stanno
cercando nuovo personale”.

La partecipazione è gratuita per imprese e candidati: Monster si
fa carico di tutte le spese “per lanciare un segnale di fiducia:
le offerte di lavoro ci sono, basta saperle trovare”, ribadisce
Rossi. “Richieste che, scorrendo le proposte e i piani di
recruiting che verranno presentati a Roma e a Milano”, scrive il
quotidiano, “si concentrano soprattutto nell’area Ict, col 20%
della domanda”. Seguono il retail, sia al dettaglio che
all’ingrosso (18%) e l’automotive (7%). “Ancora in ritardo,
invece, il settore del manufacturing, della pubblica
amministrazione e del turismo”. “In particolare per quanto
riguarda quest’ultimo comparto”, afferma Monster, “l’Italia
sconta una struttura imprenditoriale troppo frammentata e ancora
poco abituata a collaborare con gli enti locali su piani di
ammodernamento e sviluppo”. Stesso discorso per la pubblica
amministrazione, dove sono i francesi a “fare la differenza”,
nota Del Barba, “avendo messo in condivisione con le agenzie
private per la ricerca d’impiego i propri canali di
recruitment”.