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Musica dalla nuvola, Apple scalda i motori

Raggiunto un accordo con Sony, Emi e Warner (in vista anche quello con Universal) per il trasferimento su cloud dei servizi musicali

20 Mag 2011

La musica si sta trasferendo sulla nuvola. Apple ha raggiunto un
accordo con tre colossi discografici per realizzare il proprio
servizio musicale Cloud. Gli utenti potranno così accedere,
tramite qualunque dispositivo Apple connesso ad Internet, alle
proprie playlist, memorizzate sui server di Cupertino, invece di
caricare le canzoni sulla memoria di ogni singolo dispositivo.

La Mela di Jobs ha ottenuto le licenze da Sony Music Division, Emi
e Warner Music ed è vicina ad un accordo anche con Universal
Music. I colossi discografici iniziano a puntare sui servizi cloud
per far risalire le vendite della musica digitale dopo il ristagno
degli ultimi anni e per contrastare le internet radio, come
Rhpsody, Spotify e Pandora, sulle quali è possibile ascoltare
gratuitamente in streaming i brani musicali.

La collezione di musica sul cloud non è una mossa nuova: Apple è
stata anticipata da Amazon che, a fine marzo, ha lanciato Cloud
Drive. Ma ha battuto sul tempo Google che si trova ancora impegnato
nella negoziazione degli accordi con le etichette musicali.

Le licenze ottenute dalle case discografiche porteranno l’azienda
di Cupertino a rendere il proprio servizio musicale più efficiente
permettendo a più utenti di utilizzare la medesima copia del brano
presente sul server Apple. La rivoluzione musicale che sta
realizzando il team di Jobs potrebbe essere l’incipit per una
revisione complessiva, in chiave cloud, della piattaforma MobileMe
che potrebbe consentire agli utenti di accedere ad immagini, video,
contatti e altri file tramite il web.

Non è ancora noto quando Apple renderà disponibile al pubblico il
suo servizio musicale cloud e se, come annota Bloomberg, verrà
richiesto un pagamento aggiuntivo per utilizzarlo.

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