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Net neutrality, negli Usa è scontro sulle regole Fcc

La Casa dei rappresentanti vota no alle misure adottate per impedire ai grandi Isp di bloccare parte del traffico online. Democratici e Repubblicani su posizioni diverse: per i primi è necessario un freno allo strapotere degli Isp, per i secondi il governo non dovrebbe intervenire nella governance del web

11 Apr 2011

La Casa dei rappresentanti americana ha votato contro le regole
sulla net neutrality adottate lo scorso anno per volere della Fcc
per impedire ai grandi Internet service provider di bloccare parte
del traffico online. I Repubblicani della Camera, con 240 sì e 179
contrari, hanno approvato una misura che disapprova le regole
volute dalla Federal communications commission, come riportato
dall’agenzia Reuters, che tuttavia sottolinea che il no della
Camera Usa non significa automaticamente un ribaltamento
dell’azione della Fcc.

Infatti, benché una simile norma che boccia la net neutrality sia
sul tavolo del Senato e abbia 39 sostenitori, la Casa Bianca ha
fatto sapere che i consulenti di Barack Obama consiglieranno al
Presidente di apporre il veto a qualunque risoluzione cerchi di
ribaltare le norme volute dalla Fcc.

Tali norme, approvate dalla commission a fine dicembre, vietano
agli Internet service provider di bloccare il traffico sui loro
network, pur consentendo agli stessi Isp, come Verizon, Comcast ed
At&t, di gestire “entro limiti ragionevoli” le loro reti e di
introdurre tariffe differenziate in base all’utilizzo che i
consumatori fanno della rete.

Nel loro dibattito alla Casa dei rappresentanti, i Repubblicani
hanno sostenuto che le regole della Fcc introducono un inutile e
inopportuno intervento del governo su Internet e che “la Fcc non
ha mai avuto il potere di regolare Internet”, come dichiarato dal
parlamentare Repubblicano Cliff Stearns.

Il leader dei Repubblicani alla Casa dei rapprentanti Eric Cantor
ha definito il no della Camera “un passo importante per fermare
il dannoso e discriminatorio piano della Fcc di regolare
Internet”.

I Democratici sostengono al contrario che le regole della Fcc sono
necessarie per porre un limite al crescente potere di mercato dei
grandi service provider. “Votare contro le regole della Fcc vuol
dire concedere alle grandi aziende telecom e del cavo il potere di
esercitare un controllo su quali siti Internet gli americani
possono visitare e quali applicazioni e quali device possono
usare”, ha affermato il parlamentare Democratico Henry
Waxman.

La parlamentare Democratica Anna Eshoo ha definito la crociata
Repubblicana contro le norme della Fcc “un attacco ideologico
contro un’agenzia federale e la sua capacità di proteggere i
consumatori”.

"Nella maggior parte del Paese, aziende come Verizon, At&t e
Comcast hanno un monopolio virtuale sull’accesso a Internet”,
ha aggiunto Waxman. "Senza una regolamentazione, possono
soffocare l’innovazione facendo pagare il diritto di comunicare
con i clienti”.

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