L'AMMISSIONE

Netflix “sbircia” i siti pirata per farsi il catalogo

Kelly Merryman, vice presidente della divisione Content Acquisition ammette che, per l’acquisto di programmi, si studia prima cosa funziona sulle piattaforme illegali. Tdg prevede che la web tv crescerà fino a raggiungere 26 miliardi di ore di visione nel 2018

Pubblicato il 17 Set 2013

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“Quando dobbiamo acquistare le serie televisive, guardiamo a quello che funziona sui siti pirata”: lo ha ammesso Kelly Merryman, vicepresident della Content Acquisition di Netflix, web tv californiana, presentando in Olanda la versione locale dei propri servizi al sito “Tweakers”. In particolare la top-manager ha fatto l’esempio di Prison Break, una serie tv di grande successo ambientata tra i carcerati di diverse prigioni e, per sua stessa affermazione, “eccezionalmente popolare sui siti pirata”: proprio in base a queste considerazioni è stata acquistata da Netflix.

La tv on demand non è invece ancora riuscita ad aggiudicarsi Game of Thrones, il programma più piratato al mondo, nonostante le ripetute offerte per acquisirne i diritti posseduti da Hbo.

In sostanza l’esistenza di piattaforme video illegali, stando alle affermazioni della Merryman, fungerebbero da strumento di ricerca di mercato per i dirigenti della web tv. Lo stesso Ceo di Netflix, Reed Hastings, ha pronunciato giorni fa parole non certo ostili nei confronti dei fuorilegge della Rete, dichiarando che “di certo il download pirata va avanti in tutto il mondo, ma una parte di questo serve anche a creare la domanda”.

Intanto, sempre a proposito di Netflix, è uscito un nuovo report di Tdg secondo il quale i servizi di film e tv online forniti dall’azienda statunitense proseguiranno negli anni a venire con crescente successo, fino a raddoppiare le ore di visione fruite dagli utenti. In particolare, secondo queste previsioni, il domestic streaming raggiungerà 13 miliardi di ore entro il 2013 e alla fine del 2018 avrà toccato i 26 miliardi di ore.

Nonostante la crescita, Tdg prevede che, a causa delle dinamiche del mercato, gli abbonamenti a Netflix in Usa raggiungeranno un punto di stagnazione entro il 2020. Secondo Bill Niemeyer, Senior Analyst di Tdg, “Netflix è prima fila tra gli Over the Top con la sua eccellente strategia ed esecuzione, ma dovrà affrontare una crescent competizione negli Usa da parte di Amazon, Google e Hulu, così come da altre reti tv e operatori multicanale”.

“Anche se frenerà nel 2020, resta una formidabile forza di mercato negli Stati Uniti. I competitor dovranno fare quello che ha fatto Netflix: spendere le elevate somme di denaro di cui è in possesso per acquistare contenuti di qualità, adottare una buona strategia e offrire all’utente un’esperienza di alta qualità nel serach, discvery e viewing”.

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