LO STUDIO

Pay-Tv, boom di abbonati (ma non di revenue)

Digital Tv Research: entro il 2020 ci saranno 200 milioni di nuovi clienti per la Tv a pagamento. La maggior parte sui mercati emergenti dell’Asia Pacifico. Soffrono gli operatori di Nord America e Europa e i ricavi su scala globale restano piatti

Pubblicato il 08 Ott 2015

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Le aziende della pay-Tv si apprestano a guadagnare 200 milioni di nuovi abbonati di qui al 2020: Digital Tv Research ha calcolato, su 338 operatori in 89 nazioni, che il totale dei clienti passerà da 704 milioni nel 2014 a 904 milioni nel 2020. Ma la crescita non è distribuita uniformemente tra tutti gli operatori e tutti i mercati e il vero boom, dimostrano i dati, è sui mercati emergenti, a partire da Cina e India.

China Radio & Tv è di gran lunga il maggiore operatore mondiale della pay-Tv, non solo per le dimensioni del mercato nazionale ma anche grazie alle politiche del governo che hanno mirato al consolidamento delle attività di cable Tv nel Paese. Ciò ha permesso a China Radio & Tv di diventare rapidamente un gigante della pay-Tv con 198 milioni di abbonati a fine 2014. Questa azienda si avvia a rappresentare ogni abitazione cinese dove è presente una cable Tv e il numero di abbonati, secondo le previsioni, salirà a 252 milioni nel 2020 (in pratica China Radio & Tv guadagnerà altri 54 milioni di clienti).

Forte crescita è prevista anche per gli operatori cinesi della IpTv China Telecom e BesTv, che guadagneranno rispettivamente 14,7 milioni e 13,2 milioni di abbonati di qui al 2020. E in generale, stima Digital Tv Research, 12 operatori di Cina e India vedranno crescere complessivamente i loro abbonati di 130 milioni di unità tra 2014 e 2020.

Al contrario, 79 dei 338 operatori studiati (pari al 23% del totale) è destinato a perdere clienti tra il 2014 e il 2020. Più di tutti ne perderà la coreana CJ Hellovision (827.000 abbonati in meno nel periodo studiato), seguita dalla tedesca Unitymedia (ne perderà 592.000) e dalla rumena Rcs-Rds (477.000 in meno). In generale, gli operatori della pay-Tv attivi sui mercati emergenti dell’Asia Pacifico vivranno una robusta crescita, quelli di Nord America e Europa occidentale arrancheranno.

Va anche notato che l’aumento degli abbonati sul mercato globale non si traduce automaticamente in aumento delle entrate da abbonamenti e servizi video on demand: queste resteranno piatte per i 338 operatori e pari a 183 miliardi di dollari. Inoltre, il dominio di Cina e India nel numero di iscritti non equivale a un dominio nel giro d’affari generato: in termini di entrate da abbonati e servizi Vod le aziende cinesi e indiane non sono affatto tra le prime. E’ invece DirecTv (ora in mano ad At&t, che era proprietaria di tre dei dieci maggiori operatori mondiali della pay-Tv per revenues nel 2014) l’operatore che guadagna di più e gli Stati Uniti sono il paese dove le aziende della pay-Tv racimolano più guadagni: i suoi operatori occupano sei delle 10 posizioni top sia nel 2014 sia (secondo le previsioni) nel 2020.

Ma i cinesi cresceranno e le americane faranno passi indietro: China Radio & Tv registrerà 2,16 miliardi di dollari di guadagni in più nel 2020 rispetto al 2014 mentre le aziende le cui revenues si ridurranno di più sono Comcast (4,6 miliardi di dollari in meno tra il 2014 e il 2020), Time Warner (perderà 2,3 miliardi) e la stessa DirecTv (1,8 miliardi in meno nel 2020). E solo cinque operatori mondiali vedranno le loro revenues crescere in misura significativa (più di 500 milioni di dollari); invece, per 97 operatori (il 29%) i guadagni si restringeranno.

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