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6G: mercato oltre i 110 miliardi entro il 2036, la sfida si sposta dai test ai modelli di business



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La nuova generazione delle reti mobili entra nella fase di sviluppo industriale. Crescono investimenti, ricerca e alleanze tra operatori, vendor e hyperscaler, mentre manifattura, mobilità autonoma e Industry 5.0 emergono come i principali ambiti applicativi. Il punto di MarketsandMarkets

Pubblicato il 24 lug 2026



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Punti chiave

  • Mercato 6G previsto da 11,4 mld (2030) a 110,46 mld (2036), CAGR 46%; operatori, vendor e centri di ricerca accelerano investimenti e sperimentazioni.
  • Obiettivo integrare AI, edge computing, sensing distribuito e comunicazioni ultra-affidabili; abiliterà olografia, internet tattile, robotica collaborativa e digital twin in tempo reale.
  • La manifattura e Industry 5.0 guideranno la domanda; rischi: sostenibilità economica, bisogno di ricavi aggiuntivi, partnership con hyperscaler e definizione dei standard internazionali.
Riassunto generato con AI


Il 6G è ancora agli albori, ma la corsa alla prossima generazione delle reti mobili è già entrata in una fase decisiva. Se il 5G continua infatti a espandersi a livello globale, operatori, produttori di infrastrutture, aziende tecnologiche e centri di ricerca stanno accelerando gli investimenti per definire gli standard che caratterizzeranno il prossimo decennio. La partita non riguarda soltanto prestazioni superiori, ma la capacità di creare un nuovo ecosistema di servizi e modelli di business.

Secondo il nuovo report di MarketsandMarkets, il mercato globale del 6G raggiungerà 110,46 miliardi di dollari nel 2036, partendo da 11,4 miliardi nel 2030, con un tasso medio annuo di crescita (Cagr) del 46%. Numeri che riflettono una fase di forte accelerazione della ricerca e sviluppo, destinata a precedere la commercializzazione delle nuove reti.

Dalla sperimentazione alla costruzione dell’ecosistema 6G

Il passaggio verso il 6G non coincide con una semplice evoluzione tecnologica del 5G. L’obiettivo dell’industria è costruire un’infrastruttura capace di integrare intelligenza artificiale, edge computing, sensing distribuito e comunicazioni ultra-affidabili all’interno di un’unica architettura.

Per questo motivo il settore sta vivendo una fase di intensa collaborazione internazionale. Vendor, operatori mobili, università e istituti di ricerca stanno lavorando congiuntamente alla definizione delle future specifiche tecniche, mentre i governi considerano ormai il 6G una leva strategica per la competitività industriale.

Il report evidenzia come numerosi operatori abbiano già avviato programmi dedicati. Ericsson, insieme ad altri player del settore, sostiene nuovi hub di ricerca nazionali per sviluppare le architetture radio e di rete del futuro. Negli Stati Uniti Verizon ha promosso un forum dedicato all’innovazione 6G, mentre in Asia operatori come Sk Telecom e Singtel collaborano con produttori di chip e fornitori cloud per accelerare la ricerca sulle reti intelligenti.

Non solo velocità: il valore nascerà dai nuovi servizi

L’aumento della capacità trasmissiva rappresenta soltanto uno degli elementi distintivi del 6G. La vera discontinuità sarà la possibilità di offrire servizi che oggi risultano ancora difficili da realizzare su larga scala.

Le reti dovranno supportare latenza estremamente ridotta, elaborazione distribuita dei dati e capacità di connessione molto superiori agli standard attuali. Su queste basi potranno svilupparsi comunicazioni olografiche, internet tattile, robotica collaborativa, digital twin in tempo reale e piattaforme immersive.

Secondo MarketsandMarkets, proprio questi nuovi servizi apriranno spazi per modelli di business completamente diversi rispetto alle precedenti generazioni mobili. Realtà aumentata, realtà virtuale, analisi dati in tempo reale e servizi basati sull’AI diventeranno fattori di crescita per numerosi comparti economici. Parallelamente crescerà il ruolo dell’edge computing e delle applicazioni avanzate dell’Internet delle cose.

La manifattura guiderà la domanda

Tra tutti i settori analizzati emerge con particolare evidenza quello manifatturiero. Le imprese industriali vengono indicate come il principale motore della domanda durante la fase di sviluppo del mercato.

Il motivo è legato all’evoluzione verso Industry 5.0, dove persone, macchine intelligenti e sistemi autonomi operano in modo sempre più integrato. Il 6G permetterà infatti di gestire digital twin aggiornati in tempo reale, catene di fornitura intelligenti, manutenzione predittiva e sistemi robotici con livelli di sincronizzazione oggi difficilmente raggiungibili.

Anche la sicurezza dei dati rappresenterà un elemento chiave, considerando che le future fabbriche produrranno quantità crescenti di informazioni da elaborare istantaneamente.

Mobilità autonoma e comunicazioni immersive tra le applicazioni più promettenti

Il report individua inoltre una serie di applicazioni che potrebbero trainare l’adozione delle nuove reti.

Tra queste figurano la guida completamente autonoma, le comunicazioni olografiche, l’internet aptico, l’Internet of Bio-Nano Things e nuovi servizi destinati ai settori sanitario, logistico e dell’intrattenimento.

Molte di queste tecnologie richiedono prestazioni che il 5G, pur evoluto, non riesce ancora a garantire in modo continuativo. Il 6G punta invece a combinare comunicazione, calcolo distribuito e capacità di percezione dell’ambiente attraverso reti sempre più intelligenti.

Il nodo resta la sostenibilità economica

L’entusiasmo tecnologico convive però con alcune incognite. Il settore delle telecomunicazioni arriva infatti al nuovo ciclo di investimenti dopo anni di ritorni economici inferiori alle aspettative generate dal 5G.

Per molti operatori la sfida principale non sarà soltanto implementare nuove infrastrutture, ma individuare servizi capaci di produrre ricavi aggiuntivi. È proprio questo uno dei temi più discussi anche dagli analisti del settore, che sottolineano come il successo del 6G dipenderà dalla capacità di creare valore oltre la semplice connettività.

In questa prospettiva assumono un ruolo centrale le partnership con hyperscaler, aziende software e industrie manifatturiere. La futura catena del valore sarà infatti molto più ampia rispetto a quella che ha caratterizzato le precedenti generazioni mobili.

La standardizzazione sarà il vero banco di prova

Prima della diffusione commerciale restano comunque diversi passaggi fondamentali. Nei prossimi anni l’industria dovrà completare la definizione degli standard internazionali, individuare le bande di frequenza disponibili e validare le nuove architetture attraverso programmi di sperimentazione.

La competizione tra Stati Uniti, Europa e Asia si gioca anche sulla capacità di influenzare questo processo, che determinerà gli equilibri tecnologici della prossima decade.

Il 6G market, quindi, non rappresenta soltanto una previsione economica da oltre 110 miliardi di dollari. È il segnale che la nuova generazione delle telecomunicazioni sta uscendo dalla fase teorica per entrare in quella industriale. Nei prossimi anni il successo non dipenderà esclusivamente dalle prestazioni della rete, ma dalla capacità dell’intero ecosistema di trasformare innovazione, AI e connettività avanzata in applicazioni concrete per imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini.

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