Pmi innovative, ok della Ue agli incentivi fiscali - CorCom

LA DECISIONE

Pmi innovative, ok della Ue agli incentivi fiscali

Via libera della Commissione alla detrazione Irpef pari al 30% dell’investimento fino a un massimo di 1 milione di euro per le persone fisiche e 1,8 milioni per le persone giuridiche. Decreto attuativo Mef-Mise nei primi mesi del 2019

19 Dic 2018

F. Me

Ok agli incentivi fiscali per le Pmi innovative. La Commissione Europea ha autorizzato gli incentivi fiscali all’investimento nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese. Nel dettaglio la misura assegna alle persone fisiche che investono in una Pmi innovativa una detrazione dall’imposta sul reddito (Irpef) pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1 milione di euro; alle persone giuridiche spetta invece una deduzione dal reddito imponibile ai fini Ires anche in questo caso pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1,8 milioni di euro.

L’autorizzazione della Commissione sancisce la conformità degli incentivi agli orientamenti europei sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio.

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La decisione consente l’estensione dell’ambito di applicabilità degli incentivi fiscali in parola, già vigenti per gli investimenti in start-up innovative, a una più ampia platea di imprese: le Pmi innovative. Si tratta di imprese costituite come società di capitali, anche in forma cooperativa e quotate in un mercato regolamentato (ma possono essere quotate in una piattaforma multilaterale di negoziazione, come l’Aim). Tra le altre caratteristiche, il fatto di aver certificato il loro ultimo bilancio e di presentare un chiaro carattere innovativo (volume di spesa in ricerca e sviluppo in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione e forza lavoro costituita, in una quota pari ad almeno 1/3 del totale, di titolari di laurea magistrale, oppure, in una quota pari ad almeno 1/5 del totale, da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori).

Per l’attuazione della decisione Ue serve ora l’emanazione di un decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico, previsto per i primi mesi del 2019.

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