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Poste, ancora guasti. Arlacchi (Pd): “Sprecati soldi Ue?”

Oggi è andato nuovamente in crash il sistema Sdp. E il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di aprire un’istruttoria sui disservizi. Intanto l’eurodeputato del Pd presenta un’interrogazione: “La Bce ha erogato a Poste prestiti per un miliardo di euro: bisogna indagare”. Ibm: “Priorità: ripristinare i servizi”

10 Giu 2011

Sottoporre la vicenda Poste al vaglio della Commissione europea. Ha
deciso di presentare un'interrogazione parlamentare
l'eurodeputato del Pd Pino Arlacchi secondo il quale
l'Europa dovrebbe intervenire sul caso e indicare le misure per
risarcire i consumatori danneggiati.

"Sin dal 2001 la Banca europea degli investimenti ha erogato a
Poste italiane prestiti per un miliardo di euro – sottolinea
Arlacchi -. Fondi erano destinati alla modernizzazione
dell'azienda, compreso l'aggiornamento della rete
informatica attraverso l'introduzione di tecnologie
avanzate". Secondo Arlacchi è dunque "inaccettabile che
nonostante queste ingenti risorse gli utenti italiani abbiano
dovuto sopportare notevoli ritardi e disagi".
Nell'interrogazione Arlacchi chiede chiarimenti alla
Commissione Ue "in merito a eventuali altri finanziamenti
erogati a Poste Italiane nell'ambito del bilancio Ue".

Oggi intanto secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni
è andato nuovamente in crash il sistema Sdp (quello del nuovo
sistema operativo) per circa 10 minuti a dimostrazione persistono
anche se meno gravi rispetto ai giorni scorsi.

E la direzione generale per la regolamentazione del settore postale
del Ministero dello sviluppo economico ha aperto un'istruttoria
in qualità di Autorità di vigilanza del mercato sui recenti
disservizi postali, al fine di accertare le responsabilità che
hanno provocato gravi disagi all'utenza e valutare iniziative e
provvedimenti anche di carattere sanzionatorio a carico di Poste
Italiane.

Intanto Ibm fa sapere in una nota che "la priorità in questa
fase è il pieno ripristino dell'operatività del cliente con
cui Ibm ha una lunga storia di collaborazione". Big Blue
"non concorda con le dichiarazioni rese in questi giorni da
Poste Italiane".