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IL REPORT

Privacy, allarme Eurostat: “Gli italiani non proteggono i loro dati personali”

In Europa il 75% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni utilizza lo smartphone per scopi privati. Ma il 28% non ha mai limitato l’accesso alle info. Il nostro Paese sopra la media Ue con una percentuale che supera di poco il 30%

28 Gen 2019

F. Me

Nel 2018, il 75% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni nell’Unione europea ha usato uno smartphone per scopi privati. Tuttavia, il 28% quando ha utilizzato o installato un’app non ha mai limitato o rifiutato l’accesso ai suoi dati personali. E’ quanto emerge dagli ultimi dati Eurostat per il 2018, rilasciati in occasione del Data Privacy Day. L’Italia è al 30%, poco sopra la media Ue; la Francia è il paese dove i cittadini si proteggono di più in Europa, alla Repubblica Ceca il record negativo.

Secondo Eurostat, il 7% dei possessori di smartphone nell’Ue non sa che è possibile limitare o rifiutare l’accesso ai propri dati personali quando si utilizza o installa un’applicazione sul proprio dispositivo. Meno della metà (43%) degli utilizzatori dei telefoni ha riferito di avere un sistema di sicurezza installato automaticamente o fornito dal sistema operativo. Un ulteriore 15% ha sottoscritto un sistema di sicurezza o ne ha usato uno installato da qualcun altro.

Infine, due terzi degli utenti di smartphone nella Repubblica Ceca (67%) non ha mai limitato o rifiutato l’accesso alle app ai propri dati personali; sono seguiti da Bulgaria (49%), Cipro e Regno Unito (entrambi al 43%). Al contrario, solo il 10% degli utenti di smartphone in Francia non ha mai limitato o rifiutato l’accesso alle app, seguito da Germania (16%), Paesi Bassi e Lussemburgo (entrambi il 17%). L’Italia è al 30%.

La giornata è stata istituita dal Consiglio d’Europa nel 2006, ma l’appuntamento si è rapidamente diffuso anche al di fuori del Vecchio Continente, dove è conosciuto come Data Privacy Day.

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