Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Privacy, il cloud computing nel mirino del Garante

Nei prossimi mesi l’Authority indagherà sul trattamento dei dati personali nei servizi informatici forniti tramite la “nuvola”. Sotto la lente anche il marketing via e-mail e sms

04 Feb 2011

Investigatori privati, servizi informatici , in particolare quelli
forniti mediante cloud computing, istituti bancari e carte di
credito e marketing, anche via sms ed e-mail.

Su questi delicati settori e sulle modalità con le quali vengono
trattati i dati personali di milioni di cittadini italiani che si
concentrerà l'attività di accertamento del Garante per la
Privacy nei primi sei mesi di quest’anno. Il piano ispettivo
appena varato prevede specifici controlli, sia nel settore pubblico
che in quello privato, anche riguardo alle informazioni da fornire
ai cittadini sull’uso dei loro dati personali, all'adozione
delle misure di sicurezza, alla durata di conservazione dei dati,
al consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge,
all’obbligo di notificazione al Garante. Oltre 250 gli
accertamenti ispettivi programmati che verranno effettuati come di
consueto anche in collaborazione con le Unità Speciali della
Guardia di Finanza – Nucleo Privacy. A questi accertamenti si
affiancheranno quelli che si renderanno necessari in ordine a
segnalazioni e reclami presentati.

Intanto l’Autorità rende noto un primo bilancio
sull'attività ispettiva relativa al 2010: sono state circa 474
le ispezioni effettuate e 424 i procedimenti sanzionatori, relativi
in larga parte alla omessa informativa, al trattamento illecito dei
dati, alla mancata adozione di misure di sicurezza, all’
inosservanza dei provvedimenti del Garante.
Le ispezioni hanno riguardato in particolare il settore sanitario,
l’attivazione di schede telefoniche multiple, la formazione on
line.
Le segnalazioni all’autorità giudiziaria per violazioni penali
sono state 55, e hanno riguardato tra l’altro la mancata adozione
delle misure di sicurezza, la falsità nelle dichiarazioni e nelle
notificazioni, il mancato adempimento ai provvedimenti del
Garante.

Complessivamente le entrate derivanti dalle sanzioni sono state
pari a circa 3 milioni e 800 mila euro: in particolare, 2 milioni
relativi alle violazioni degli obblighi sull’informativa, 800
mila relativi al trattamento illecito di dati e 450 mila relativi
alla mancata adozione di misure di sicurezza da parte di aziende e
pubbliche amministrazioni.