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Rao (Idc): “Cloud svolta radicale dell’Ict aziendale”

Secondo il Tlc Research director di Idc Italia e vicepresidente di Anfov la “nuvola” stravolge le metriche di valutazione dei fornitori e modifica radicalmente la figura del responsabile Ict. “Bisogna rimodulare strategie, modelli di business, alleanze e partnership

11 Lug 2011

"Il cloud computing rappresenta un punto di svolta radicale e
un salto di qualità dell'Ict aziendale: infatti i nuovi
servizi informatici a consumo comportano modalità completamente
nuove di acquisto e di fruizione, richiedono nuove metriche di
valutazione dei fornitori e in definitiva modificano in profondità
il ruolo del responsabile e dello staff dell'Ict di
impresa". Questo il parere di Daniela Rao, Tlc Research
Director di Idc Italia, e vicepresidente Anfov.

"Anche dal lato dei fornitori, il passaggio dall'offerta
dei prodotti su licenza all'offerta di servizi a consumo
richiede una rimodulazione completa delle strategie, dei modelli di
business, delle alleanze e delle partnership. E questo passaggio
avviene non senza contrasti e tensioni rispetto alle modalità di
offerta correnti e ai canali tradizionali".

Per orientarsi nella scelta Rao ha stilato una lista delle
cartteristiche di cui tenere conto: servizi standard condivisi
(realizzati per un mercato, non per il cliente singolo); soluzione
pacchettizzata (offerta “chiavi in mano”, con integrazione
delle risorse richieste); self-service con eventuale supporto per
l’attivazione; scalabilità; prezzo a consumo (supportato da
contatori -service metering); accessibilità via Internet/IP
(ubiquità di accesso autorizzato alla rete); tecnologie UI
standard (browsers, Ria clients e tecnologie collegate);
interfaccia servizi Api pubblicata.

Secondo dati dell'osservatorio Anfov sul cloud computing,
riguardo al mercato business i cloud services nel 2012
costituiranno il 9% del mercato totale IT; in Europa occidentale
varranno circa 7 miliardi di euro e in Italia quasi 400 milioni.
Tuttavia per buona parte il mercato è attualmente costituito dai
cosiddetti managed services, ovvero da servizi infrastrutturali
(come i servizi di back up e di business continuity) che, benché
siano forniti in rete da remoto, hanno ancora modalità
contrattuali personalizzate e non ancora completamente
standardizzate.

Nel prossimo futuro – fa sapere l'Osservatorio – i cloud
services comporteranno una radicale semplificazione dei servizi IT,
un sostanziale downsizing dell'informatica aziendale (e anche
dei prezzi), e la possibilità di fruire di servizi costantemente
aggiornati e con elevati livelli di sicurezza. Ma attualmente le
aziende hanno difficoltà a ricorrere a soluzioni informatiche e
contrattuali radicalmente nuove e considerano con attenzione, ma
anche con timore, la possibilità di dipendere esclusivamente da
fornitori esterni per le soluzioni core aziendali.

Le imprese sono focalizzate su fattori fondamentali quali: la
garanzia di continuità di servizio, i livelli di servizio offerti,
la riservatezza e la sicurezza dei dati aziendali. Non sempre le
reti sono all'altezza delle aspettative ma, grazie alla
diffusione delle reti di nuova generazione a banda ultralarga,
esistono pochi dubbi che alla fine il modello di business dei cloud
services si imporrà con successo, a partire dalle soluzioni
orizzontali (back up dei dati e applicazioni come scrittura,
calcolo e presentazione, posta elettronica certificata, ecc).
Inoltre, insieme ai fornitori di applicazioni on line, i carrier e
i system integrator giocheranno sempre di più un ruolo
fondamentale come canale per la diffusione dei servizi a valore
aggiunto.

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