Renzi: “Nell’area Expo un centro di eccellenza per genomica e big data”

Il presidente del Consiglio: “L’Italia può essere meglio della Germania, e Milano la locomotiva d’Europa”. Annunciato lo stanziamento di un miliardo e mezzo di euro in 10 anni, per un piano che vedrà impegnati 1.600 scienziati

11 Nov 2015

A.S.

In una parte dell’area lasciata libera da Expo Milano 2015 sorgerà un “centro di eccellenza per la genomica e i big data”, per un progetto che Matteo Renzi presenta come un tassello di “un’idea organica del futuro del Paese”, che ha un punto di partenza proprio da Expo, e su cui il Governo ha deciso di “puntare” 1 miliardo e mezzo di euro in 10 anni. Il premier ha presentato l’Idea al Piccolo Teatro di Milano, sottolineando che l’Italia “può essere meglio della Germania”, e che Milano “può essere la locomotiva d’Europa”.
Così dall’area che negli ultimi mesi ha ospitato l’esposizione universale Renzi immagina che nascano “tanti fuochi che diano la scintilla della ripartenza” a cominciare dal progetto “Italia 2040”, che ha l’obiettivo di trasformare il Paese in un “leader mondiale delle tecnologie per la qualità della vita, con un centro a livello mondiale che affronti insieme il tema della genomica e dei big data applicati a cancro, nutrizione e tecnologie per la sostenibilità”, a cui lavoreranno più di 1.500 ricercatori.

Un progetto varato dall’Iit di Genova, presentato in 25 cartelle in inglese dal titolo provvisorio “Human technopole. Italy 2040”: un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata, dedicato all’alimentazione e a tutte le competenze che possono essere utili per l’allungamento e el benessere della vita.

Per guidare il polo è stato scelto l’Iit, l’Istituto italiano di tecnologia, una fondazione di diritto privato finanziata dal governo, a capo del quale dal 2005 c’è Roberto Cingolani, fisico 53enne di fama mondiale. Ma ad affiancare l’Iit ci saranno anche l’Institute for international interchange di Torino, il cui presidente è un altro fisico, Mario Rasetti, 74 anni, tra i maggiori esperti di Big data, e la Edmund Mach Foundation di Trento, centro di eccellenza per la ricerca e la formazione in campo agricolo, alimentare e ambientale, guidata dall’agronomo 54enne Andrea Segré. Tra i contatti già presi e quelli da instaurare per collaborazioni ci sono l’Università Statale di Milano, il Politecnico di Milano, l’Assolombarda, l’European molecular biology Laboratory, il Weizman Institute, l’Ibm Watson Lab, Google e i maggiori ospedali di ricerca. Tra le imprese, oltre all’industria farmaceutica italiana, potrebbero essere coinvolte Bayer, Dupont, St Microelectronics, Ibm, Ferrero, Barilla, Crea, GlaxoSmithKline, Novartis, Nestlè, Unilever Syngenta, e tra le fondazioni, la Umberto Veronesi, Benetton, San Paolo e Crt.

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Tra le cinque aree di lavoro su cui si concentrerà l’attività del polo, quindi, uno riguarda la medicina di precisione, integrando la genomica e la Big data analysis per sconfiggere cancro e malattie neurodegenerative. Le altre quattro sono le tecnologie per il welfare e per fronteggiare l’invecchiamento; le tecnologie multidisciplinari per l’alimentazione, la nutrizione, l’agronomia; i materiali sostenibili, le nanotecnologie verdi, il confezionamento del cibo, ciclo dell’acqua e gestione dei rifiuti; e infine le soluzioni innovative per preservare e valorizzare il patrimonio culturale e artistico dell’Italia.

Sei i distretti che si prevede possano impegnare a regime circa 1.600 scienziati, con il contributo delle imprese interessate e l’obiettivo, tra gli altri, di dare vita a startup ad alta specializzazione: genomica; neurogenomica; nutrizione; modelli matematici e scienza dei dati; bioinformatica; impatto socioeconomico.