LO STUDIO

Rivoluzione social nei servizi finanziari, ma le aziende non sono pronte

Studio Vanson Bourne per Emc: per il 41% dei clienti Facebook ha cambiato le modalità di fruizione e per il 64% lo hanno fatto gli smartphone. Si vuole un accesso h24 sette giorni su sette. Ma le imprese ancora non riescono a rispondere alle nuove esigenze. “Servono strategie ad hoc per gestire la trasformazione”

Pubblicato il 22 Feb 2016

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Mobile e social media hanno rivoluzionato il settore dei servizi finanziari. A dirlo una ricerca Emc, commissionata a Vanson Bourne. Per il 64% degli intervistati, i dispositivi mobili hanno cambiato radicalmente il modo in cui oggi gli istituti finanziari fanno business, in parallelo con i social media (per il 41%), altro elemento rilevante che sta facendo evolvere lo scenario di riferimento.

In questo nuovo contesto il 58% dei clienti esige un accesso ai servizi e una connettività h24 sette giorni su sette. Un altro 58% è concorde nel ritenere la velocità di accesso ai servizi un elemento chiave in grado di condizionare il giudizio dei clienti nei confronti del proprio operatore. Sono il 56%, invece, quelli che indicano la necessità di una fruizione multicanale e multipiattaforma, come elemento sempre più differenziante per il giudizio degli utenti.

Di contro, dall’analisi emerge che oggi le aziende attive nel mercato dei Servizi Finanziari non sono ancora del tutto pronte a massimizzare le potenzialità offerte dai mega-trend in atto, soprattutto per quanto attiene al capitolo Big Data.

In questa nuova era – quella che definiamo essere “Information Generation” – dove entro il 2020, l’universo digitale sarà composto da oltre 7 miliardi di persone, 10 milioni di aziende e almeno 30 miliardi di dispositivi elettronici connessi a Internet, verranno prodotti 44 zettabyte di dati (o 44 trilioni di gigabyte) e ogni attività quotidiana sarà guidata dalle informazioni e dai dati a disposizione.

Oggi, secondo lo studio, addirittura il 53% degli operatori dell’Industria dei Servizi Finanziari non è ancora in grado di gestire al meglio la quantità di dati a disposizione. Solo il 32% riesce a prendere decisioni in tempo reale grazie all’analisi dei dati, mentre solo il 26% è sulla strada giusta per fare leva su tutte quelle tecnologie che permettono di trasformare il dato in informazione utile.

“Questa analisi è la concreta dimostrazione di come le aspettative dei consumatori stiano cambiando radicalmente lo scenario di mercato anche nell’Industria dei Servizi Finanziari – commenta Marco Fanizzi, ceo di Emc Italia – I clienti oggi si aspettano di poter interagire non solo tra loro, ma anche con una moltitudine di aziende, via mobile e in tempo reale. In questo contesto, per restare competitivi, le aziende sono chiamate a reinventare il proprio business model per gestire livelli di accesso e di interazione senza precedenti. Secondo i nostri dati, inoltre, questo universo digitale si espanderà nei prossimi anni grazie all’Internet of Things, moltiplicando le sue dimensioni tra il 2013 e il 2020, passando dai 4.4 trilioni di gigabyte ad un numero dieci volte maggiore”.

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