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Sarkozy vuole una tassa per le Internet company (americane)

Chi opera in Francia deve rispondere al fisco francese indipendentemente dalla localizzazione geografica della sede legale e dei server. Parte la sfida ai colossi del web

28 Apr 2011

Il presidente francese Nicolas Sarkozy vuole far pagare le tasse
alle grandi multinazionali di Internet. Rivolgendosi a una platea
di imprenditori del web nel corso dell'inaugurazione del
Conseil national du numerique (Cnn), il nuovo comitato consultivo
della Francia per il digitale, Sarkozy ha parlato di "certe
aziende" che aggirano le norme fiscali nazionali e
trasferiscono i profitti nei Paesi dove il regime fiscale è molto
più mite. Il messaggio è chiaro: le aziende del web devono pagare
le tasse nei Paesi in cui generano profitti.

"La maggior parte di voi non può considerare normale che una
società sia massicciamente presente su un mercato come il nostro e
poi delocalizzi tutte le sue operazioni fiscali", ha
dichiarato Sarkozy. Il presidente francese non ha fatto nomi nel
suo discorso, ma i riferimenti a Google, uno degli esempi più noti
di ottimizzazione fiscale, sono stati chiari per tutti.

Il colosso della ricerca Usa è sottoposto a un prelievo fiscale
all’estero di appena il 2,4% grazie a una doppia struttura di
licensing della sua proprietà intellettuale che fa capo da un lato
alla sua filiale in Irlanda: questa a sua volta paga quasi tutti i
suoi profitti nella forma di royalties a un'altra società,
Google Ireland Holdings, che ha sede nel rifugio fiscale delle
Bermuda.

Il presidente francese, che è riuscito a mettere Internet
all'ordine del giorno della riunione del G8 che presiederà il
prossimo mese in Francia, a Deauville, ha detto che spingerà
perché la nuova Cnn venga estesa al di là dei confini francesi.
"La Cnn non avrebbe alcun senso se fosse limitata ai confini
nazionali”, ha detto Sarkozy. "E’ una sciocchezza
istituire una Cnn francese per rappresentare un settore che è
globale per definizione", ha aggiunto. Perciò Sarko chiederà
che Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone aderiscano
all’iniziativa.

Il presidente francese sta intensificando la sua attenzione verso
un settore dove le sue precedenti iniziative, in particolare la
legge Hadopi del 2010 per regolamentare il copyright su Internet,
hanno causato non poche proteste. Nel suo discorso Sarkozy non ha
mancato di sottolineare l’importanza della e-economy, che ha
contribuito alla crescita francese degli ultimi due anni: più di
700.000 posti di lavoro sono stati creati grazie a Internet in
Francia dal 1996, ha detto Sarkozy.

Tra i 18 mesi del board della Cnn francese, che Sarkozy vorrebbe
internazionale, siedono alcuni dei protagonisti della rivoluzione
Internet d’Oltralpe, come Xavier Niel, fondatore dell’Isp
Free.fr, Marc Simoncini, direttore del sito di dating online
Meetic.com, il numero uno in Europa, e Daniel Marhely, co-fondatore
del provider di musica in streaming Deezer.com.