L'ANALISI DI MERCATO

Scorporo rete Tim, la parola al mercato. Riduzione prezzi di accesso alla fibra

Gli operatori avranno 45 giorni di tempo per sottoporre commenti e valutazioni in merito allo switch off. L’analisi di Agcom ha confermato il potere dominante di Tim quale operatore con significativo potere di mercato. L’area di Milano individuata come mercato distinto

Pubblicato il 20 Dic 2018

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45 giorni di tempo per sottoporre valutazioni e commenti in merito allo scorporo della rete Tim: l’Agcom, come anticipato da Corcom, ha avviato la consultazione pubblica a seguito del completamento dell’analisi coordinata di accesso alla rete fissa ai sensi dell’articolo 50/ter del Codice delle Comunicazioni.

“In relazione alla valutazione del progetto di separazione legale volontaria di Tim e del suo impatto sugli obblighi regolamentari posti in capo alla stessa, in particolare sotto il profilo della non discriminazione e dell’equivalence, l’Autorità sottopone al mercato il progetto di separazione pervenuto da Tim, richiedendo commenti sulla proposta”, si legge nella nota dell’Authority emessa a seguito del Consiglio, relatori il Presidente Angelo Marcello Cardani e il Commissario Antonio Nicita. “Una particolare attenzione è posta, nel documento di consultazione, al tema dello switch-off volontario dal rame alla fibra (detto anche decommissioning), in aree che raggiungono una significativa copertura della rete in fibra” Da un lato l’Autorità mette in consultazione la proposta presentata da Tim dall’altro semplifica il quadro regolamentare e riduce le tempistiche del processo di sostituzione della sezione di rete primaria in rame (che va dagli armadi stradali fino alla centrale locale) con connessioni in fibra ottica. “Tale sostituzione tecnologica permetterà di rendere più efficienti i costi di gestione della rete di Tim, riducendo il numero di centrali locali dislocate sul territorio italiano.Tale processo stimolerà inoltre la migrazione dei consumatori di tutti gli operatori verso servizi a banda ultralarga, migliorando qualità dell’accesso e capacità di connessione”.

La consultazione pubblica riguarda l’intera delibera dell’Autorità e i 45 giorni scatteranno dalla pubblicazione del provvedimento. L’analisi di mercato ha confermato Tim quale operatore con significativo potere di mercato (Smp), ossia soggetto agli obblighi regolamentari previsti dal Codice delle comunicazioni elettroniche in tutto il territorio nazionale. Ma “in ragione della significativa presenza di infrastrutture di comunicazione elettronica alternative a Tim e un livello di concorrenza sui servizi wholesale e retail, l’Autorità ha individuato l’area di Milano come mercato distinto dal resto del Paese e non soggetto a regolamentazione dei prezzi di accesso alla rete Tim”. Nel resto del territorio nazionale, dove si conferma Tim come Smp, “l’Autorità mette in consultazione la possibile individuazione di rimedi geografici differenziati rispetto ad opzioni che tengano conto di condizioni concorrenziali specifiche, le quali permetterebbero di graduare taluni obblighi di accesso wholesale in capo a Tim”.

Agcom ha altresì aggiornato i prezzi di accesso orientati ai costi per il periodo 2019-2021sulla base del modello BU-Lric. “Il nuovo sistema di pricing- si legge nella nota – prevede, tenuto conto delle proiezioni della domanda e dell’andamento dei costi di rete, una stabilità del prezzo dello Slu (Sub loop unbundling), un incremento graduale del prezzo dell’unbundling (Ull) e del bitstream-rame, una riduzione tendenziale dei prezzi dei servizi di accesso su rete in fibra (Vula Fttc e Ftth) e del costo del trasporto dei dati dalle centrali periferiche verso i nodi interni di rete”.

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