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RAPPORTO CLUSIT 2013

Security, un italiano su due vittima di cybercrime

Report Clusit: in aumento il furto di dati aziendali con conseguente richiesta di riscatto. Ma due imprese su 10 riducono gli investimenti in sicurezza informatica

05 Giu 2013

L.M.

Quasi un italiano su due è vittima di crimini commessi online: furti, ricatti e sottrazione di dati che avvengono su Internet, soprattutto sui social network, e sono in continuo aumento, ma la cui gravità viene ancora sottovalutata. È quanto è emerso nel Security Summit, la due-giorni sulla sicurezza delle informazioni, delle reti e dei sistemi informatici che si è aperta oggi a Roma.

Il fermo-immagine della situazione italiana è contenuto nel rapporto Clusit 2013, dal quale emerge che, nonostante l’aggravarsi della situazione, quasi due aziende su dieci stanno riducendo gli investimenti nella sicurezza informatica.“La dimensione e la gravità degli incidenti cresce sempre più” ha detto Gigi Tagliapietra, presidente dell‘Associazione italiana per la sicurezza informatica. Dai dati Clusit emerge infatti che il 40% degli internauti italiani fra gli 11 e i 74 anni sono stati in qualche modo vittime di minaccia informatica. Circa la metà di queste sono arrivate dai social network.

I crimini su Internet, sottolinea Tagliapietra, non differiscono da quelli reali: possono andare dal “rapimento dei dati” subiti dalle piccole aziende seguito da una vera e propria richiesta di riscatto, fino ai furti di denaro dal conto corrente. Tuttavia non vengono avvertiti come una vera urgenza, tanto che nell’ultimo anno il 19% delle aziende ha tagliato gli investimenti in questo campo.

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