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Segreti aziendali, nuovo target del cybercrime

Dati industriali top secret nel mirino dei pirati informatici. Lo rivela uno studio di Saic e McAfee secondo il quale sono Cina, Pakistan e Russia i Paesi meno sicuri. In Usa, Cina e India le società spendono un milione di dollari alla settimana per la sicurezza informatica

28 Mar 2011

Non più l'appropriazione indebita di informazioni personali
per rubare denaro sui conti online o truffare l'identità
digitale degli internauti, ma furti mirati di proprietà
intellettuale, segreti industriali e dati confidenziali delle
aziende. È questa la nuova frontiera del cybercrime, anzi la nuova
moneta di scambio dell'economia sommersa del crimine online,
secondo uno studio pubblicato oggi da McAfee e dalla Science
Applications International Corporation (Saic). Realizzato in Stati
Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Cina, India, Brasile e Medio
Oriente, il rapporto evidenzia la crescente consapevolezza fra i
criminali online del valore del capitale segreto e intellettuale
delle aziende: oggi, spiegano gli esperti di sicurezza informatica,
rende molto di più ai cyber-criminali rivendere questo tipo di
informazioni rispetto a quelle private dei singoli utenti della
rete. Casi eclatanti come il virus Stuxnet ne sono una
dimostrazione.

McAfee e Saic hanno calcolato che alle aziende (Usa, Cina e India)
mantenere sicuri i dati interni costa circa un milione di dollari
alla settimana. Dallo studio emerge inoltre che circa un quarto
delle aziende interpellate ha subito forti ritardi in acquisizioni
o lanci di nuovi prodotti a causa di perdite e furti di dati e solo
tre aziende su dieci hanno denunciato queste situazioni. I Paesi
percepiti dai professionisti dell'IT come i meno sicuri per
conservare i dati aziendali sono risultati Cina, Russia e Pakistan,
mentre i più sicuri sarebbero Gran Bretagna, Germania e Stati
Uniti. Fra le sfide più preoccupanti, secondo i responsabili
aziendali, c'è la proliferazione di terminali mobili con cui
si lavora, in particolare smartphone e tablet, per i quali a loro
avviso vanno ancora messi a punto efficaci sistemi di
sicurezza.

Proprio uno studio di Kaspersky Lab rivela come, nel 2010, sono
aumentate del 65 per cento, rispetto all’anno precedente, le
minacce per la telefonia mobile, con oltre mille varianti di virus
appartenenti a 153 tipologie. Esistono famiglie di virus in grado
di attaccare e penetrare sia smartphone Apple che Android.

Le minacce per i dispositivi mobili stanno diventando sempre più
complesse e sofisticate, le più pericolose sono quelle che
riescono a controllare il dispositivo da remoto. Alcuni malware
infettano la piattaforma Java 2 Micro Edition, che è il supporto
più diffuso per i dispositivi mobili. Questo vuol dire che non
solo gli smartphone ma anche i telefonini più semplici, se
connessi ad internet, sono a rischio infezione.