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Sette pilastri per assicurare stabilità al palazzo dell’Ict

La ricetta di Anitec per fare dell’innovazione una chiave di volta in termini di produttività, welfare e sostenibilità. Il Vp Radaelli: “L’Italia deve agire in linea con l’Europa”

19 Gen 2010

Intraprendere azioni efficaci per garantire ai cittadini e alla
società di poter trarre effettivo vantaggio dalle applicazioni Ict
in termini di produttività, welfare e sostenibilità. Questo
l'appello lanciato ai leader della Ue da Anitec, Associazione
Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica
di Consumo aderente a Confindustria Anie,in occasione
dell'evento organizzato dalla Presidenza Spagnola della
Commissione Europea con l’Industria Europea dell’Ict.

Incidendo già per oltre il 40% sugli incrementi di produttività a
livello europeo, l’Industria dell’ICT  – che genera 700
miliardi di euro di fatturato occupando 6 milioni di addetti –
potrà giocare un ruolo-chiave "non soltanto nell’accelerare
la ripresa economica in Europa ma anche nel fungere
complessivamente da traino in una prospettiva di futuro più a
lungo termine", sottolinea Anitec.

L’innovazione legata alla banda larga – stima l'Associazione
– ha il potenziale per creare un milione di nuovi posti di lavoro
ed una crescita dell’economia stimabile in 849 miliardi di euro.
Notevole anche il contributo in termini di ecosostenibilità
aziendale: la diffusione delle applicazioni Ict comporta un
potenziale di riduzione del 15% delle emissioni di CO2.

“Dobbiamo agire in linea con l’Europa – sottolinea Cristiano
Radaelli, Vice Presidente Anitec – ed impegnarci nelle sette aree
che devono essere sviluppate per trarre profitto dai benefici
dell’Ict. Si tratta di crescita e produttività, sostenibilità,
creative content nel mondo digitale, fiducia, partecipazione di
tutti, accesso al mercato ed ai liberi scambi, riduzione degli
oneri amministrativi.

“Il futuro della competitività europea – continua Radaelli –
dipende in larga parte dalla capacità di facilitare la diffusione
dell’Ict nei settori pubblico e privato ed è quindi fondamentale
che tutti gli stati membri adottino le misure necessarie allo
sviluppo dei servizi e delle reti di telecomunicazione
sull’intero territorio europeo”.