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Si chiamerà “InItalia” il consorzio per l’informatica

Ha ufficialmente un nome il raggruppamento promosso da Almaviva, Engineering, Elsag Datamat. Il presidente Tripi: “È il contributo delle maggiori aziende italiane nella sfida competitiva internazionale”

20 Ott 2010

Nome di battesimo “InItalia” per il consorzio per
l'informatica italiana che AlmavivA, Engineering, Elsag Datamat
hanno deciso di costituire. L’annuncio è stato fatto dal
Presidente del Gruppo AlmavivA, Alberto Tripi, nel corso dell’
“Incontro degli Innovatori” che si è svolto a Venezia alla
presenza del ministro Renato Brunetta.

Come il nostro giornale aveva già annunciato, il Consorzio punta a
sviluppare prodotti e soluzioni innovative nei settori di
applicazione delle tecnologie Ict per iniziative di grande
rilevanza economico-sociale. La sua caratteristica principale è
rappresentata dalla volontà di integrare le esperienze e il
know-how dei principali gruppi italiani che operano sul territorio
nazionale.

Oltre a svolgere attività di studio e di ricerca tecnologica per
sistemi complessi, prodotti software e tecnologie, il Consorzio
svilupperà un’intensa attività di promozione sui mercati
internazionali. Aperto alla partecipazione di altre imprese
italiane e di soggetti quali le Università e i Centri di Ricerca,
il Consorzio si propone di diventare strumento di aggregazione
nell’innovazione e nella ricerca anche per le Pmi del settore che
sono portatrici di elevato know-how. All’iniziativa hanno già
comunicato la loro intenzione di aderire l’Università Sapienza
di Roma e il Politecnico di Torino.

Presidente del Consorzio e membro del Direttivo è Alberto Tripi.
Gli altri membri del Consiglio Direttivo sono: il Vice Presidente e
l’Amministratore Delegato di Engineering, Rosario Amodeo e Paolo
Pandozy; l’Amministratore Delegato e il Direttore Commerciale di
Elsag Datamat, Paolo Aielli e Andrea Campora; il Direttore Generale
di AlmavivA, Antonio Amati.

“Il Consorzio InItalia è il contributo alla sfida della
competitività internazionale che si sta svolgendo sul mercato
interno e internazionale – ha detto Tripi -. È significativo che
in un momento di forti criticità per il settore dell’informatica
e più in generale dell’Ict, le maggiori aziende italiane – che
occupano 40mila dipendenti di cui 9 mila all’estero in 10 sedi
straniere – abbiano deciso di mettere a fattor comune il grande
patrimonio di esperienze accumulato nella ricerca e nello sviluppo
di prodotti e soluzioni Ict. Il consenso raccolto nelle sedi delle
Istituzioni e delle imprese per questa iniziativa, rappresenta una
spinta a creare forti sinergie e nuova progettualità per
un’azione di Sistema in settori vitali per l’economia del
Paese”.