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Si sposta sulla privacy la guerra dei browser

Google, Mozilla e Microsoft prevedono il roll out di sistemi che consentono l’opt out della raccolta di dati a fini pubblicitari. Primi effetti della stretta sulla privacy voluta dall’amministrazione Obama

25 Gen 2011

Si combatterà in nome della privacy la futura competizione tra
browser. Google, Microsoft e Mozilla stanno per rilasciare versioni
in grado di mettere un freno alla behavioral advertising che fa
tesoro dei dati personali tracciati durante la navigazione. È un
primo effetto delle raccomandazioni della Federal Trade commission
per la messa a punto di sistemi "do-not-track", a tutela
della privacy degli utenti, e della "Carta dei diritti della
privacy" (privacy bill of rights") auspicata
dall'amministrazione Obama.

Mozilla è in testa nella corsa per lo sviluppo di un’opzione per
fermare la pubblicità mirata online. La funzione permetterà agli
utenti di configurare il proprio browser Firefox in modo da
ricevere segnalazioni sui siti internet e inserzionisti che puntano
a raccogliere dati personali per la behavioral advertising. La
funzione non bloccherà tutta la pubblicità, ma solo quella
personalizzata. Perché il sistema funzioni anche le compagnie
dovranno attivare l’opzione anti tracciamento (nessuna ha finora
aderito). Per superare questo scoglio Mozilla ha intenzione di
lavorare con una comunità di tecnici per ottenere una
standardizzazione del sistema nelle industrie. L’opzione potrebbe
essere disponibile già nelle prossime versioni di Firefox.

L’obiettivo è l'offerta di una “comprensione più profonda
e un controllo sulle informazioni personali online” spiega Alex
Fowler, capo della privacy di Mozilla, sul blog First Person
Cookie. La messa a punto dello strumento dovrebbe, nelle intenzioni
dell’azienda, produrre un grande cambiamento: Mozilla ritiene
che, a lungo termine, il sistema si rivelerà vincente:
“Utilizzare un approccio personalizzato è meno complesso e più
funzionale rispetto alle soluzioni basate sui cookie” scrive
Fowler.

Anche Google ha annunciato un'estensione open source di Chrome
("Keep my opt-outs") che permette agli utenti di
scegliere di non essere tracciati per fini commerciali. La funzione
non ostacolerà l'utilizzo regolare del Web, dicono a Mountain
View.
Anche Microsoft è scesa sul campo privacy aggiungendo opzioni
"do-not-track" alla nuova versione di Explorer, che
consentiranno agli utenti di gestire le "clack list" che
bloccano certi siti o inserzionisti dal piazzare cookie o sensori
digitali sui loro computer.

Si prevede che quest'anno il mercato Usa della pubblicità
mirata potrà crescere del 21% fino a 1,35 miliardi di dollari, da
1,12 miliardi del 2010, secondo EMarketer.

I grandi sviluppatori di browser si trovano nella posizione
privilegiata per bloccare il tracciamento degli utenti, ma il
conflitto di interessi è forte. I principali tre big del browsing
stanno cambiando strategie: finora la competizione si è basata
sulla velocità.

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