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Sistri, Csit: ok a collaborazione ma no a deadline 1° giugno

Confindustria Servizi ribadisce la necessità di rimandare l’entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti: “Bisogna migliorarlo e garantire la totale interoperabilità”. E il deputato De Poli (Udc) presenta un’interrogazione al ministro Prestigiacomo: “Disatro telematico e spreco di denaro pubblico”

25 Mag 2011

Sistri sì Sistri no. E' questo il dilemma che tiene banco da
settimane in vista dell'entrata in vigore il prossimo 1°
giugno del sistema di tracciabilità dei rifiuti. Ieri
Assosoftware, l'associazione presieduta da Bonfiglio Mariotti,
insieme con Assintel, l'associazione capitanata da Giorgio
Rapari, ha annunciato di aver individuato tre linee d'azione
insieme con il ministero dell'Ambiente per mandare avanti
l'adozione della piattaforma. Ma Confindustria Servizi
Innovativi, la "casa madre" di Assosoftware, non ha dubbi
in merito alle tempistiche: l'associazione presieduta sa
Stefano Pileri chiede infatti la sospensione
dell'obbligatorietà del Sistri a partire dal 1° giugno.

“Ritengo che la prosecuzione della collaborazione e delle
attività in corso già concordate, consentiranno in breve tempo la
partenza di Sistri e, con il costante monitoraggio delle software
house, il perfezionamento dell’interoperabilità fino al
completamento dei lavori”, ha detto ieri Bonfiglio Mariotti,
Delegato per le politiche di de-materializzazione di Confindustria
Servizi Innovativi e Tecnologici e Presidente Assosoftware. Ed in
una successiva nota emessa dall'associazione di Pileri
sottolinea che "Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici
si associa alla richiesta di sospensione dell'obbligatorietà
di Sistri, al fine di consentire la migliore messa a punto del
sistema e della sua interoperabilità con le imprese". A
chiedere la sospensione anche Confindustria, Rete Imprese Italia
(Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti)
e Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative,
Legacoop).

"Le imprese, nel ribadire la posizione già espressa nei
giorni scorsi sul sistema Sistri, chiedono al Governo di assumere
con urgenza la decisione di sospenderne l'obbligatorietà, che
sarebbe prevista, in base alle norme vigenti, per il primo giugno.
Ricordiamo – si legge in una nota congiunta – che nella giornata di
verifica svolta l'11 maggio le nostre organizzazioni hanno
complessivamente ricevuto 16.620 segnalazioni, delle quali 14.934,
pari al 90%, hanno lamentato malfunzionamenti di varia natura che
hanno interessato l'intera filiera: produttori, trasportatori e
gestori di rifiuti".

"Le imprese – si legge ancora – danno atto al ministero
dell'Ambiente di avere aperto nei giorni scorsi un tavolo di
confronto. Gli approfondimenti fatti sono stati utili per
comprendere meglio i problemi che andranno affrontati al fine di
consentire l'entrata in vigore del nuovo sistema, ma non hanno
consentito di individuare soluzioni applicabili nell'arco di
pochi giorni, neanche per le imprese di maggiori dimensioni. Le
imprese – conclude la nota – sono convinte che il nuovo sistema
rappresenta un fatto positivo, ma occorre che sia adeguatamente
testato. Le imprese vogliono applicare la legge, ma chiedono di
essere messe in condizione di farlo".

Contro l'entrata in vigore del sistema si schiera anche il
deputato e portavoce dell'Udc Antonio De Poli il quale ha
presentato un'interrogazione parlamentare al ministro
dell'Ambiente Prestigiacomo in cui si chiede di sapere come il
Ministero intenda intervenire e se intende o meno accogliere la
richiesta di proroga di almeno un anno, espressa dalle associazioni
di categoria. "Un disastro telematico e uno spreco di denaro
pubblico", così definisce il Sistri il deputato Udc.

"Tutte le imprese aderenti a Confartigianato Veneto chiedono
il ritiro dello strumento informatico Sistri – si legge nel testo
dell'interrogazione parlamentare -, il recupero di tutte le
quote che le imprese hanno ingiustamente pagato nel 2010 e
2011". Il malfunzionamento del sistema avrebbe, infatti, una
conseguenza estremamente pratica: se il Sistri non funziona tutte
le imprese che hanno versato, in due anni, 200 milioni di euro
rischiano dal primo giugno delle sanzioni. "Praticamente una
beffa – prosegue De Poli – : è sconcertante quello che il ministro
dell'Ambiente Prestigiacomo ha detto sul sistema.
I numeri forniti da Confartigianato imprese Veneto parlano chiaro:
su oltre 3500 segnalazioni di imprese che hanno tentato di
collegarsi al Sistri, il 90% ha segnalato gravi problemi". Al
Ministro, conclude il segretario regionale Udc in Veneto,
"chiediamo come il Ministero intenda intervenire anche sulla
base della richiesta delle imprese di una profonda revisione
dell'intero impianto normativo e della proroga di almeno un
anno del sistema".

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