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SMART CITY. L’hi-tech social

04 Lug 2011

A partire dal 2009 l’Enea ha lanciato un ampio programma di
ricerca e sviluppo sul tema delle Smart Cities, mettendo a fattor
comune competenze settoriali su tecnologie innovative per
l’efficienza energetica, mobilità sostenibile, fonti rinnovabili
integrabili nei contesti urbani, Ict e computation intelligence,
monitoraggio ambientale e beni culturali. Ha così costruito dei
progetti integrati attualmente finanziati nel contesto della
Ricerca di Sistema Elettrica (MiSe) e della ricerca specifica sulle
smart cities (progetto City 2.0 finanziato dal Miur). L’obiettivo
è lo sviluppo di un modello integrato di smart town. Al termine
del progetto è prevista l’applicazione pilota in una città di
medie dimensioni che al momento è identificata in L’Aquila.

Inoltre Enea ha intrapreso un’intensa attività di coordinamento
europeo nei due networks europei dedicati alle smart cities nel
contesto del Set Plan Europeo: “Eera (European Energy Research
Alliance) Smart City” e “Smart City European Industrial
Initiative”. In particolare Mauro Annunziato (coordinatore del
programma Enea Smart City) è delegato italiano nel gruppo
Eera-Smart City e coordinatore dell’area “Urban Energy
Networks”. A questo ha fatto seguito la creazione di un network
italiano della ricerca sulle Smart Cities che attualmente conta 11
istituzioni tra cui importanti università italiane ed enti di
ricerca (incluso Cnr) ed alcuni grandi player industriali (tra cui
Enel e Telecom). Tale network è direttamente coinvolto nel
programma di sviluppo descritto e nell’elaborazione del Joint
Programme europeo sulle smart cities.

Tale iniziativa segue la linea internazionale che prende
motivazioni dallo sviluppo sostenibile delle città. La densità di
popolazione e il comportamento aggressivo verso l’ambiente
rappresentano il motivo per cui l’urbanistica ha perso quella sua
qualità di aggregazione cellulare eppure strutturata che
caratterizzava le città storiche. Oggi, infatti, nelle nostre
città si ravvisa la perdita del senso di comunità a favore di una
omologazione consumistica sui format globali.

Occorre partire da queste motivazioni profonde se si vuole
orientare la trasformazione della città verso un principio di
sostenibilità inteso non soltanto come recupero di un rapporto
corretto con l’ambiente ma anche come sostenibilità sociale
dello sviluppo. Occorre trattare in un’unica cornice culturale
sia gli aspetti energetici ed ambientali e sia gli aspetti
relazionali e sociali.

Questo principio può ancora applicarsi per discernere le
tecnologie da impiegare per trasformare la città in una città
“smart”. Occorre un impegno nello sviluppo di tecnologie, che
potrebbero definirsi “della presenza e della partecipazione”,
che mirino alla crescita di consapevolezza e spingano le persone a
contribuire alla trasformazione dal basso piuttosto che attendere
scelte industriali e/o governative che vengano imposte
dall’alto.

Modellare o comunque avere come riferimento il sistema di forze
sociali di una città come una grande rete complessa, può
permettere una visione più ampia e realistica dei bisogni che si
innescano con la scelta urbanistica (mobilità, logistica, energia,
rifiuti).

Anche la rete di relazioni presenta molti livelli di opportunità
per lo sviluppo di una tecnologia a misura d’uomo: molti oggetti
urbani, attualmente mono-funzione, possono divenire
multifunzionali. I lampioni dell’illuminazione pubblica possono
diventare intelligenti e ospitare sistemi multisensoriali
(traffico, qualità dell’aria, sicurezza, attività) così come
chioschi, fermate dell’autobus, panchine, giardini, manifesti e
marciapiedi.

È nella logica di iniziare un processo di incubazione di nuove
tecnologie e di aggregazione di una filiera industriale che Enea
sta sviluppando, nel progetto City 2.0, un portafoglio di
tecnologie tra cui un sistema di illuminazione pubblica ad alta
efficienza e adattiva basata su lampioni led intelligenti e
videocamere che costituisce la rete digitale capillare Plc (Power
Line Communication) della città.
In questa rete sono integrati sistemi di monitoraggio del traffico,
di controllo di flotte di veicoli elettrici, di rilevamento mobile
di qualità ambientale, di comunicazione urbana interattiva tra
cittadino e Pubblica amministrazione centrato sui beni e processi
culturali territoriali ed infine una “piattaforma smart city”,
ossia un’architettura di sensori, linee di trasmissione e
software che apre la strada ad un mercato di servizi smart al
cittadino ed alla regolazione della città.
Mauro Annunziato (Enea)
e Claudia Meloni (Enea)