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Sony, il ceo Stringer: “Avrei dovuto informare subito gli utenti”

Il numero uno della società giapponese ammette i ritardi di comunicazione dopo il blocco delle carte di credito e delle password di circa cento milioni di clienti della Playstation

06 Mag 2011

Il Ceo della Sony Howard Stringer chiede scusa alla clientela per
le falle al sistema di sicurezza di Internet che hanno costretto la
società a bloccare le carte di credito e a ritirare le password di
78 milioni di utenti della Playstation Network.

Dopo diversi giorni di silenzio Stringer ha ammesso che la Sony
avrebbe dovuto "notificare prima ai clienti" i disagi che
avrebbero dovuto sopportare per il furto dei loro dati informatici
personali avvenuti all'interno della rete della società
giapponese. "Avrei dovuto dare prima delle riposte – ammette
Stringer – ma le analisi sono state complesse. Gli hacker fanno di
tutto per coprire le loro tracce e c'è voluto diverso tempo ai
nostri esperti per scoprire quali informazioni personali erano
state rubate".

La Sony ha offerto ai clienti che hanno subito danni 30 giorni di
accesso gratis a un servizio giochi e un rimborso per il rinnovo
delle carte di credito. "So che è stato frustrante per voi –
aggiunge Stringer – A oggi non c'è evidenza di un utilizzo dei
dati personali rubati, ma continueremo a monitorare la
situazione".

Sony ha annunciato di essere alla fase finale dei test sul network
che sostituirà il servizio di videogiochi online che è stato
fuori servizio per due settimane.

"Oggi il nostro network globale e il nostro team per la
sicurezza presso Sony Network Entertainment e Sony Computer
Entertainment hanno iniziato l’ultima fase del test interno sul
nuovo sistema", ha detto Patrick Seybold, portavoce di
Sony.

Un secondo attacco in pochi giorni ai sistemi della Sony è
avvenuto il 3 maggio scorso. Dopo l’attacco hacker che ha
compromesso il network della PlayStation con cui si collega chi
gioca dalla popolare console della Sony e esposto i dati di oltre
70 milioni di utenti, il colosso asiatico ha dovuto chiudere un
secondo network online dedicato ai suoi clienti del gaming, il
sistema Sony Online Entertainment, che serve i giocatori di
EverQuest e di altri giochi Sony cui si accede dai personal
computer. L’azienda giapponese ha anche per la prima volta
ammesso che gli hacker hanno rubato i dati di migliaia di carte di
pagamento.

Nel nuovo attacco, sono stati sottratti nomi, indirizzi di posta
elettronica e fisica e numeri di telefono di 24,6 milioni di utenti
ed è rimasto compromesso un database che raccoglie dati dal 2007,
esponendo oltre 12.700 numeri di carte di debito e credito e più
di 10.700 informazioni su pagamenti effettuati da Austria,
Germania, Paesi Bassi e Spagna.

L’attacco ha ripercussioni massicce non solo per la capillarità
con cui potrebbe aver colpito i sistemi Sony ma anche per
l’estensione nel tempo, perché l’esposizione dei dati
sensibili di milioni di utenti li mette a rischio di furto di
identità per i prossimi anni.

Le dimensioni sono spaventoseg: fino a 100 milioni di clienti della
PlayStation Network, della Sony Online Entertainment e anche del
servizio di film e musica Qriocity saranno vulnerabili per anni,
perché, spiega Steve Ward, portavoce della società di security
online americana Invincea, “gli hacker ora hanno il nome, la data
di nascita, il cognome da nubile della madre e altri dati personali
degli utenti Sony, informazioni usate per provare la nostra
identità online e che da ora in poi possono essere usate per
falsificarla”.