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Sony nella bufera, attacco hacker e Tv lcd “in fumo”

Di nuovo nei guai con la sicurezza informatica l’azienda giapponese che denuncia la violazione di 93mila account per la Playstation network. Operazione ritiro, inoltre, per 1,6 milioni di apparecchi Bravia in seguito a incidenti legati al surriscaldamento

12 Ott 2011

Non c'è pace per Sony. Dopo l'attacco subìto da parte
degli hacker di alcuni mesi fa oggi l'azienda torna a
denunciare che 93mila account di utenti online della playstation e
di altre piattaforme di entertainment sono stati utilizzati da
persone non autorizzate,  La società ha detto che i conti in
questione sono stati sospesi, che gli utenti legittimi sarebbe
stati avvisati e ha chiesto loro di cambiare la password di
accesso.

Sony ha aggiunto che nessuna coordinata bancaria è stato violata.
I 93mila conti in questione sono utilizzati in vari gruppi di
servizi online, come PlayStation Network (gli utenti di console di
gioco), Sony Entertainment Network, Sony Online Entertainment
(piattaforme di giochi per Pc). Nella primavera scorsa, questi
servizi erano già stati bersaglio di un attacco hacker che aveva
portato al furto di massa dei dati personali di circa 100 milioni
di clienti. Sony ha annunciato un rafforzamento dei propri sistemi
di sicurezza e ha offerto il libero download dei contenuti dei
propri siti ai clienti per convincerli a tornare.

Non basta: Sony sta ritirando dal mercato 1,6 milioni di televisori
Lcd della linea 'Bravia' in seguito ad alcuni incidenti
legati al surriscaldamento degli apparecchi. Lo riferisce un
portavoce del colosso dell'elettronica giapponese. Il ministero
dell'Industria nipponico ha segnalato dieci casi nei quali i
televisori hanno emesso fumo e riportato la fusione di alcune
componenti, senza causare feriti o incidenti rilevanti.

La multinazionale ha di conseguenza iniziato a investigare sul
difetto di fabbricazione, che – a quanto si apprende –
riguarderebbe una componente interna che causerebbe un eccessivo
riscaldamento dei circuiti interni e parziale liquefazione della
parte superiore dei televisori.

Da una prima stima emerge che gli apparecchi interessati potrebbero
essere 630 mila in Europa, 30 mila in America Latina, 480 mila in
Usa e Canada, 190 mila in Giappone e 270 mila nel resto
dell'Asia.

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