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Sovranità tecnologica, Virkkunen: “Non è isolazionismo ma indipendenza strategica”



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La vicepresidente esecutiva della Commissione europea alla World Tech Conference 2026: “Europa pronta alla leadeship digitale globale”. E annuncia: “A breve il bando per le gigafactory AI”. Di Raimondo (Asstel): “Reti Tlc al centro della capacità del Paese di scegliere, innovare e competere”

Pubblicato il 25 giu 2026

Federica Meta

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  • L’Europa vuole diventare una potenza tecnologica mantenendo l’apertura internazionale ma riducendo dipendenze strategiche e rischi economici.
  • Dispone di ricerca, università, ingegneri, dati e oltre 8.000 startup; intende trasformare innovazione in leadership con il Tech Sovereignty Package per l’intelligenza artificiale.
  • Misure operative: bando per gigafactory IA, focus su semiconduttori, cloud e cybersicurezza; possibile designazione di Amazon Web Services e Microsoft Azure come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act.
Riassunto generato con AI


L’Europa vuole diventare una potenza tecnologica senza rinunciare all’apertura internazionale, ma riducendo le proprie dipendenze strategiche. È il messaggio lanciato da Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, intervenuta alla World Tech Conference 2026, in corso all’Allianz MiCo di Milano.

“Quando, in Europa, parliamo di super potenza tecnologica, non intendiamo protezionismo o isolazionismo. L’Europa rimarrà aperta. Ma l’apertura non può significare dipendenza”, ha sottolineato Virkkunen.

Secondo la vicepresidente, Bruxelles ha ormai cambiato passo. Per anni, ha osservato, l’Europa è stata conosciuta soprattutto per la regolamentazione della tecnologia. Oggi, invece, l’Unione europea è “altrettanto determinata a costruire tecnologia”, puntando a trasformare ricerca, competenze e capacità industriale in leadership globale.

Gli ingredienti per la leadership

Per Virkkunen, il continente dispone già delle risorse necessarie per affermarsi nel settore dell’intelligenza artificiale. L’Europa, ha ricordato, conta più ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale di qualsiasi altro Paese, università di livello mondiale, ingegneri qualificati, una base industriale solida e uno dei più ricchi patrimoni di dati industriali e scientifici al mondo.

A rafforzare questo quadro c’è anche l’ecosistema imprenditoriale europeo. La vicepresidente ha evidenziato la presenza di “più di ottomila startup nel settore dell’IA”, già impegnate a costruire nuove soluzioni in tutto il continente. “Gli ingredienti per la leadership sono già qui in Europa”, ha evidenziato.

La questione, ha aggiunto, non è se l’Europa possa innovare, ma come possa trasformare l’innovazione in una vera leadership tecnologica globale. Oggi, infatti, l’Ue dipende ancora fortemente da fornitori extraeuropei per molte tecnologie digitali critiche, una condizione che genera rischi economici e vulnerabilità strategiche.

Virkkunen: “Geopolitica e tecnologia sono inseparabili”

La sovranità tecnologica, nelle parole di Virkkunen, è ormai una questione centrale anche sul piano geopolitico. “Viviamo in un mondo in cui geopolitica e tecnologia sono inseparabili. Chi promuove l’innovazione tecnologica può plasmare il futuro”, ha affermato.

In questa cornice si inserisce il Tech Sovereignty Package, il pacchetto europeo sulla sovranità tecnologica con cui la Commissione punta a rafforzare l’autonomia digitale dell’Unione. L’obiettivo è consolidare la capacità europea nei settori più strategici, dai semiconduttori all’intelligenza artificiale, dal cloud computing all’open source, riducendo le dipendenze da fornitori extra Ue per tecnologie, servizi e infrastrutture critiche.

Al centro della strategia resta l’intelligenza artificiale. Virkkunen ha richiamato il Piano d’azione continentale per l’intelligenza artificiale, pensato per intervenire sull’intera filiera: talento, dati, potenza di calcolo, infrastrutture, adozione e investimenti. “La sfida dell’Europa non è mai stata quella delle idee”, ha osservato.

Virkkunen: “A breve il bando per le gigafactory AI”

Un passaggio operativo arriverà con le nuove infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. “A breve lanceremo il primo bando per le gigafactory europee dedicate all’intelligenza artificiale, al fine di mobilitare la prossima generazione di infrastrutture per l’IA in tutta Europa. Ma le infrastrutture da sole non bastano”, ha annunciato Virkkunen.

Per la vicepresidente, la sfida dei prossimi anni non sarà soltanto adottare le nuove tecnologie, ma svilupparle. “Dobbiamo garantire che l’Europa svolga un ruolo di primo piano. Il prossimo decennio non sarà definito da chi utilizza l’IA, ma da chi la sviluppa”, ha concluso, citando intelligenza artificiale, semiconduttori, cloud computing, tecnologie quantistiche e cybersicurezza tra i settori decisivi.

Di Raimondo: “Reti Tlc al centro della capacità di un Pasese di innovare e scgeliere”

Intervendo all’evento milanese, anche Laura Di Raimondom dg Asstel, ha focalizzato l’attenzione sul tema della sovrnità. “Oggi parlare di sovranità digitale significa parlare della capacità del Paese di governare le tecnologie che ne determinano competitività, sicurezza e sviluppo economico – ha spiegato – Sovranità digitale non significa chiusura o autosufficienza, ma capacità di scelta: decidere quali tecnologie utilizzare, dove collocare i dati, come proteggere le infrastrutture critiche ed evitare dipendenze passive”.

“In questa prospettiva, le reti di telecomunicazione rappresentano il fondamento di questa sovranità: non più solo infrastrutture di connettività, ma parte essenziale di una nuova infrastruttura digitale, in cui convergono dati, capacità di calcolo, sicurezza e servizi avanzati. Intelligenza artificiale, cloud, edge computing, cybersecurity e, in prospettiva, quantum computing possono generare valore solo se poggiano su reti connesse, resilienti, sicure e sostenibili”.

“Per questo è fondamentale continuare a investire nelle reti, nelle competenze e nella capacità industriale del settore, dentro una visione di lungo periodo e una collaborazione stabile tra operatori, imprese tecnologiche e istituzioni ha concluso – La capacità dell’Italia di essere protagonista nella nuova economia digitale dipenderà sempre più dalla solidità e dall’evoluzione delle proprie reti di telecomunicazione”.

Aws e Azure gatekeeper

Il tema della sovranità digitale si intreccia anche con la decisione della Commissione europea sui grandi servizi cloud. Bruxelles ha comunicato ad Amazon e Microsoft la valutazione preliminare secondo cui Amazon Web Services e Microsoft Azure dovrebbero essere designati come “gatekeeper” ai sensi del Digital Markets Act.

Secondo la Commissione, i due servizi cloud occupano una posizione consolidata e duratura nel mercato europeo e rappresentano infrastrutture essenziali per un vasto numero di imprese. Se le conclusioni preliminari saranno confermate, Amazon e Microsoft avranno sei mesi di tempo per adeguare i rispettivi servizi cloud agli obblighi previsti dal regolamento europeo.

“In Europa dipendiamo sempre di più dai servizi di cloud computing, dai consumatori alle grandi e piccole imprese fino alle amministrazioni pubbliche”, ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva. Per questo, ha aggiunto, è essenziale garantire “un mercato competitivo e ben funzionante” e condizioni di parità tra i fornitori, così da assicurare servizi cloud “sicuri, sostenibili e interoperabili”.

La valutazione su Amazon Web Services e Microsoft Azure si inserisce nella stessa traiettoria indicata da Virkkunen: rafforzare la capacità europea di competere, innovare e controllare le infrastrutture digitali decisive per il futuro dell’intelligenza artificiale.

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