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Stretta Usa sulla privacy, progetto di legge Kerry-McCain

Presentato in Senato il provvedimento bipartisan, firmato dai due ex candidati alla Casa Bianca, per fermare l’invadenza dei giganti del web come Facebook e Google. Previste multe fino a 3 milioni di dollari contro la raccolta indebita di dati personali

13 Apr 2011

Alleanza bipartisan al Senato Usa per fermare l'invadenza dei
giganti del web come Facebook e Google, sempre a caccia di nuovi
modi per raccogliere informazioni sui propri utenti. L'hanno
stretta due ex candidati alla Casa Bianca, il democratico John
Kerry e il repubblicano John McCain, che con il loro "Internet
privacy bill" intendono costringere le aziende che operano su
Internet a spiegare in che modo raccolgono le loro informazioni
sugli utenti e l'uso che ne fanno.

La legge renderebbe anche più difficile per le aziende del web
creare dei profili individuali dei propri consumatori a fini
commerciali. I due promotori della legge sostenuta
dall'amministrazione Obama, intendono anche fare fronte alla
intensa attività lobbistica di aziende come l'Interactive
Adberstising Bureau, Microsoft e Yahoo! che si sono lamentate del
fatto che una legislazione troppo vincolante possa compromettere la
loro capacità di fare affari su Internet.

C'è da dire che già a metà marzo
Obama
aveva chiesto al Congresso di approvare la bozza di legge
sul “diritto alla privacy", per proteggere gli americani da
una spregiudicata raccolta di dati personali, in risposta alle
crescenti preoccupazioni legate ai servizi di localizzazione e
targeting degli utenti di Internet.

"I consumatori voglio fare acquisti, navigare e condividere
informazioni in un ambiente che sia rispettoso delle loro
informazioni personali – ha detto McCain, aggiungendo che "la
nostra legge stabilisce una cornice affinché le aziende creino un
tale ambiente, consentendo alle aziende commerciali di continuare a
svolgere le loro attività, anche pubblicitarie, verso tutti i
consumatori, compresi quelli potenziali".

Alcune associazioni di consumatori hanno però immediatamente
criticato il progetto di legge, ritenuto troppo blando, perchè a
loro giudizio non prevede una misura che impedisca ai siti internet
di monitorare le attività online degli utenti, attraverso un
meccanismo specifico, come raccomandato invece dalla Federal Trade
Commission.

Se la legge promossa da Kerry e McCain verrà approvata, le aziende
non potranno raccogliere informazioni che identifichino gli utenti,
compresi i loro nomi, indirizzi email, e i numeri di carta di
credito, senza il consenso degli interessati. Anche altri dati
sensibili, come la religione, il sesso e lo stato di salute non
potranno essere raccolti, senza il consenso personale
dell'utente.

Le aziende commerciali dovranno inoltre specificare in che modo i
dati eventualmente raccolti verranno impiegati. La legge prevede
sanzioni fino a 3 milioni di dollari, ma impedirebbe la
possibilità di intentare cause individuali e class action contro
le aziende inadempienti.

Il progetto di legge è stato finora accolto con favore
dall'industria di Internet. Aziende come Cisco, eBay e Hp, in
un comunicato affermano che si tratta di un provvedimento che
"ci consente flessibilità nell'adattarci ai cambiamenti
tecnologici". Di parere contrario è invece Jeffrey Chester,
direttore esecutivo del Center for Digital Democracy, secondo il
quale la proposta di Kerry e McCain "non va molto lontano
rispetto alla situazione in cui ci troviamo oggi, vale a dire,
senza regole".