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Sul mercato dei computer l’incognita “hand-made”

La forte discrepanza tra i risultati di Intel e gli outlook degli analisti mette in luce l'”anomalia” dei Paesi emergenti: tira la domanda, ma il fenomeno dei pc non brandizzati rende arduo il monitoraggio

21 Apr 2011

Quanto è solido il mercato dei pc? La risposta rischia di essere
ambigua. Almeno a giudicare dalle previsioni degli analisti,
ampiamente smentite dai risultati di Intel che fornisce chip
all'80% dei computer di tutto il mondo. Anche le previsioni
rosee dell'azienda di Santa Clara per tutto il 2011 fanno
emergere un contrasto con gli outlook forniti da terze parti che
parlano di debolezza del settore. Secondo Intel nel secondo
trimestre le vendite di pc cresceranno ancora a doppia cifra:
bassa, ma sicuramente con una performance migliore rispetto al 7%
calcolato da Idc e all'11% di Gartner.

Da cosa deriva il gap? Il segreto, secondo il Ceo Paul Otellini, è
tutto chiuso dentro i mercati emergenti (Cina e America latina
rappresentano oltre la metà del business complessivo di Intel):
"La domanda di pc tiene per due fattori: i mercati emergenti e
il ricambio all'interno delle aziende". I canali di
vendita nei mercati maturi permettono una maggiore precisione nel
monitoraggio. Al contrario "altri canali, come quelli dei
paesi emergenti – dice Otellini – non sono altrettanto
controllabili almeno fino a quando i dati non vengono incrociati
con quelli di Intel e dei suoi concorrenti". Gran parte della
discrepanza arriverebbe dunque dalla crescente popolarità nei
mercati in crescita dei cosiddetti white-box desktop, i computer
non brandizzati, particolrmente difficili da tracciare. Si tratta
di pc "spesso fatti in casa o assemblati in piccoli
negozi". Ci sono letteralmente decine, se non centinaia, di
migliaia di questi computer, dice Idc: "Impossibile tentare di
tracciare questo tipo di utenza". Certo, Intel sa quanti
processori consegna, ma non è sempre certo dove i semiconduttori
vanno a finire.